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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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28 In questo la Duncan riprende il principio del filosofo Schopenhauer secondo il quale la spinta gravitazionale è la forma più semplice di oggettivazione della volont{. Rifiutando l’estrema leggerezza del balletto e l’uso delle punte che sfidano la gravit{, la Duncan riteneva l’attaccamento alla terra fondamentale. Il movimento del danzatore doveva corrispondere armoniosamente e naturalmente alla linea e alla simmetria della forma umana. Dunque contro la rigidità del balletto per i suoi movimenti artificiali che considerava “un’offesa alla bellezza naturale del corpo umano” (Daly, 1995). Da ciò ne derivano due corollari: il corpo di ogni individuo varia all’interno di una forma generale e quindi ogni persona si muoverà in maniera diversa secondo una propria individuale forma e visione. E, infine, che il corpo cambia nel corso della vita di una persona e dunque movimenti cambieranno di conseguenza. Al contrario del balletto, il cui movimento a scatti è espressione di degenerazione, i suoi passi si succedevano ed erano legati; in questo il movimento doveva fluire attraverso parti adiacenti del corpo e ogni azione è l’evolversi di una precedente. La performance della Duncan era diversa da qualsiasi altra danza: mentre le danzatrici classiche erano danzatrici di passi e ciò che contava erano le gambe, esibendo i loro virtuosismi e le pose, la danza della Duncan non si conformava a queste convenzioni e il suo corpo si muoveva come un tutt’unico, movimento e gesto erano legati tra loro. Mente le braccia delle ballerine classiche incidevano figure geometriche, quelle della Duncan scolpivano lo spazio tridimensionalmente e i suoi movimenti invece di passare di posa in posa, erano fluidi, si trasformavano. Anche il corpo non era più il prodotto del duro allenamento ma un processo. Nella danza accademica la tecnica è un fine, fusa con lo stile mentre nella danza moderna la tecnica è un mezzo. Il corpo danzante della Duncan era allenato a muoversi in un modo molto particolare: il ginocchio era rivolto verso l’esterno e i fianchi spinti in avanti e il respiro è il centro del ritmo. In accordo col balletto classico la schiena deve essere forte e mobile. La danzatrice moderna cammina sulle mezze punte rafforzando le caviglie. La tecnica si serve al massimo del contrasto tra leggerezza della parte superiore del corpo e forza del bacino, e contrazione rilassamento della colonna vertebrale. La danzatrice Duncan è allungata ma mai in modo artificiale. Gli esercizi inoltre produrranno un corpo scultoreo e aperto anziché piatto e chiuso. La base della tecnica è il movimento (diversamente dal balletto le cui fondamenta sono le cinque posizioni statice). La camminata non deve partire dal piede ma dai muscoli della coscia; infine le scarpette da punta sono rigidamente criticate sia per la questione della gravità, sia per un uso più naturale della pianta del piede (ibidem).
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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Bracci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Concetta Lo Iacono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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