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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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29 La Duncan e il corsetto Con la sua danza la Duncan esprime libertà. Libertà dal tecnicismo rigido del balletto e libert{ dal vestiario dell’epoca. Gli americani avevano perso il contatto col proprio corpo anche per l’ uso dei corpetti e il corpo che proponeva la danzatrice moderna era un corpo libero; proponeva un filosofo danzatore che punisce severamente coloro che disdegnano il corpo. La danza è molto più che un’attivit{ fisica: per il corpo è ragione e spirito. Il corpo secondo la Duncan è la prima concezione della bellezza e di ogni estetica. Riforma l’abbigliamento secondo il principio che il corpo è una costante eterna soggetta a cambiamento solo attraverso l’evoluzione e non attraverso la moda. “Indossare il corsetto non è solo moralmente e fisicamente degenerante, ma anche esteticamente sgradevole”. Ann Daly propone uno scritto del taccuino di Isadora Duncan riguardo la concezione del corsetto: Ho davanti, sulla mia scrivania, un disegno fedele di uno scheletro femminile. La forma dello scheletro è bella e il principale motivo di ciò sta nel fatto che le costole sono lievemente separate. Ciò da alla forma leggerezza e forza. Io vedo da questo sul mio tavolo, qual è il modo in cui il corpo femminile, come un fantoccio viene adattato ai vestiti e non riesco a trovare alcuna analogia tra lo scheletro femminile e queste forme di fantocci, le cui costole sono duramente pressate assieme. Rimango sconcertata dalla totale differenza di questo fantoccio con lo scheletro [….]. Questo mi conferma che non esiste analogia tra la forma dello scheletro femminile e quella di questi fantocci abbigliati, senza una deformazione della bellezza dello scheletro- il dislocamento degli organi interni- e di una corruzione di almeno una parte dei muscoli della donna. Per la danzatrice il corsetto è deleterio per la salute della donna. Per la Duncan “solo il movimento di un corpo nudo può essere perfetta,mente naturale”. Anche se usa le parole nudo o spoglio, non danzò mai nuda e probabilmente con questo termine non intendeva del tutto svestita ma pensava ad un abbigliamento non fasciato (Daly, 1995). La scrittrice spiega che per la Duncan “La danza deve esprimere i più bei morali, belli e salutari ideali umani”, cioè riformare la vita umana per abbracciare i discorsi di salute, moralità, femminilità, maternità e educazione cercando di riformare la vita umana nei confronti dei costumi e del modo di vivere. La danza deve creare la bellezza sia del danzatore che nello spettatore; per bellezza non intendeva esteriorità ma valore umano: deve dare uno stato di armonia con lo spettatore che guarda, con gli altri e col mondo.
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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Bracci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Concetta Lo Iacono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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