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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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15 b) rifiuti sanitari: d.p.r. n. 254 del 15 luglio 2003‖ Questo decreto prevede che i rifiuti sanitari, elencati in otto punti 17 , qualora non rientri- no tra quelli pericolosi a rischio infettivo e non, sono assoggettati al regime giuridico e alle modalità di gestione dei rifiuti urbani 18 . In conformità con la direttiva 2008/98/CE il d.lgs. 205/2010 ha modificato l’articolo 184, comma 5-quater, del codice ambientale, eliminando l’indicazione che erano perico- losi i solo i rifiuti non domestici 19 . Oggi il nuovo comma recita: ―L’obbligo di etichettatura dei rifiuti pericolosi di cui all’articolo 193 e l’obbligo di te- nuta dei registri di cui all’art. 190 non si applicano alle frazioni separate di rifiuti peri- colosi prodotti da nuclei domestici fino a che siano accettate per la raccolta, lo smalti- mento o il recupero da un ente o un’impresa che abbiano ottenuto l’autorizzazione o siano registrate in conformità agli articoli 208,212, 214 e 216.‖ Questo porterà vaste conseguenze in termini di gestione e di stoccaggio di questi rifiuti nei centri raccolta, si pensi soltanto alle difficoltà che avranno i gestori dell’impianto, che sono, in questo caso i primi, nella filiera di produzione di quel rifiuto, tenuti a regi- strare questi rifiuti nelle schede previste dal SISTRI, nell’attribuzione del codice CER corretto. Dal canto suo la direttiva non prevede regimi agevolati per questo genere di ri- fiuti pericolosi. 1.3.2 I rifiuti speciali Come accennato all’inizio del paragrafo non tutti i produttori di rifiuti speciali sono te- nuti all’iscrizione al SISTRI. Bisogna distinguere tra rifiuti speciali pericolosi e rifiuti speciali non pericolosi. Sono rifiuti speciali ai sensi dell’articolo 184, comma 3: 17 L’elenco dei rifiuti sanitari previsti dal d.p.r. 254/2003 è il seguente: 1) i rifiuti derivanti dalla preparazione dei pasti; 2) i rifiuti derivanti da attività di ristorazione e i residui dei pasti, esclusi quelli derivanti da pazienti a rischio infettivo; 3) vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi in genere da conferire hai circuiti di raccolta diffe- renziata, nonché altri rifiuti da assimilare a quelli urbani; 4) la spazzatura; 5) indumenti e lenzuola monouso e quelli per cui il detentore intende disfarsi; 6) i rifiuti provenienti da attività di giardinaggio; 7) gessi ortopedici, bende, assorbenti igienici anche contaminati da sangue esclusi quelli infettivi, pan- nolini, pannoloni, contenitori e sacche utilizzate per le urine; 8)rifiuti sanitari a rischio infettivo assoggettati a procedimento di sterilizzazione. 18 G. Gasparetto, A. Montagner,G. Vedrame, M. Ingrosso, L. Masia, La classificazione dei rifiuti, d.lgs. 152/2006 e 4/2008, www.arpa.veneto.it 19 Tratto da Berardino Albertazzi, Il nuovo SISTRI come cambiano il MUD i registri e i formulari, Mag- gioli editore 2010.
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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Flocco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alberto Simboli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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ecomafia
d.lgs.152/2006
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sistri
d.lgs 205/2010
direttiva 98/2008/ce
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