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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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17 vati cittadini, che producevano questi rifiuti pur non derivando dall’esercizio di un’attività economica, dovessero incorrere negli obblighi previsti per i rifiuti speciali. All’interno, poi, della macro categoria dei rifiuti speciali distinguiamo tra rifiuti perico- losi e non pericolosi. Questa classificazione è indispensabile ai fini del corretto recupe- ro/smaltimento e per la verifica dei requisiti di ammissibilità dei rifiuti in discarica se- condo quanto previsto dal D.M. 3 agosto 2005. Questa è posta in essere o in base all’origine del rifiuto, considerando unicamente l’attività produttiva che l’ha generato, o sul contenuto di sostanze pericolose, in seguito ad un’analisi di laboratorio. Spetta al produttore/detentore del rifiuto l’onere della corretta classificazione, poiché conosce le materie prime impiegate, il processo tecnologico in cui sono state utilizzate e di conse- guenza le caratteristiche dei rifiuti originati e le sostanze dalle quali gli stessi possono essere contaminati. Nei casi di origine ignota del rifiuto, l’analisi chimica può sopperire al bisogno di queste informazioni, ma considerando anche il principio della massima precauzione occorrerebbe classificare il rifiuto sempre come pericoloso. Tuttavia, a par- te la non corretta procedura dal punto di vista formale e legislativo, il produttore sarebbe sottoposto a oneri economici maggiori e a regole gestionali più severe se classificasse i propri rifiuti come pericolosi senza una certezza assoluta che lo siano. Al contrario, ri- cercando accuratamente i parametri chimico fisici per la corretta classificazione, il pro- duttore potrebbe affrontare un costo per l’attività analitica irrisorio rispetto ai costi della gestione dei rifiuti pericolosi e avere la certezza di aver assolto agli obblighi di legge in modo corretto. Proprio per la maggior rilevanza in termini d’impatto ambientale e ob- blighi nella loro gestione, occorre porre l’accento sui rifiuti pericolosi. 1.3.3 I rifiuti speciali pericolosi La nuova direttiva 2008/98/CE recepita in Italia con il D.lgs. 205/2010 aggiorna la nor- mativa previgente. Il nuovo comma 4 dell’articolo 184 del 152/2006 sancisce: ―Sono rifiuti pericolosi quelli che recano le caratteristiche di cui all’allegato I della parte quarta del presente decreto 22 ‖. Una differenza importante con la normativa del 2006 23 sta nel fatto che questa prevede- va che i rifiuti domestici, proprio perché erano classificati come tali, non potevano esse- 22 L’allegato I del D.lgs. 152/2006 23 Articolo 184, comma 5 versione originaria: ―Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressa- mente come tali, con apposito asterisco ,…‖
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Informazioni tesi

  Autore: Angela Flocco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alberto Simboli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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Parole chiave

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ecomafia
d.lgs.152/2006
mud
sistri
d.lgs 205/2010
direttiva 98/2008/ce
registro di carico/scarico
tracciabilità rifiuti
d.m. 17 dicembre 2009
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