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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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6 lizzerà il SISTRI, le novità apportate, la sua funzionalità operativa e infine saranno e- sposti i vantaggi e le criticità rilevate. Il primo capitolo analizza la nozione di rifiuto secondo la parte quarta del D.lgs. 152/2006, come disposto dall’articolo 183. Tale normativa classifica i rifiuti secondo l’origine in urbani e speciali, e secondo le caratteristiche di pericolosità in pericolosi e non pericolosi. Mentre in precedenza solo i rifiuti speciali potevano essere pericolosi, con il D.lgs. 205/2010 anche i rifiuti urbani possono essere classificati in pericolosi, con tutte le conseguenze che ne derivano nelle registrazioni. Per poter essere gestito ad ogni rifiuto è attribuito un codice CER, secondo la procedura prevista dall’allegato D dello stesso testo normativo. Nel secondo capitolo verrà sviluppata l’analisi della documentazione cui sono oggi te- nute le imprese che producono, trasportavano e gestiscono i rifiuti speciali, prima dell’entrata in vigore del SISTRI. Questi documenti sono: - Il Registro di carico e scarico, su cui i soggetti devono annotare gli aspetti quali – quantitativi dei rifiuti nelle fasi di presa in carico e scarico degli stessi; - Il Formulario di Identificazione dei Rifiuti, che deve essere compilato nel mo- mento in cui i rifiuti sono movimentati, garantendo la tracciabilità nelle diverse fasi del trasporto verso il sito di destinazione - Il Catasto dei rifiuti, gestito dall’ISPRA, a cui le imprese devono dichiarare an- nualmente, tramite il MUD, i rifiuti che hanno trattato, al fine di ottenere un quadro conoscitivo dei rifiuti prodotti nel nostro Paese. Nel terzo capitolo, si approfondirà l’argomento centrale della tesi, il SISTRI, ponendo l’accento sulle fonti normative che si sono susseguite nel corso degli anni, dalla legge finanziaria del 2007, che stanziava 5 milioni di euro per la realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, fino a giungere al D.lgs. 205/2010 che disciplina il SISTRI. Nel corso del capitolo si analizzeranno nel dettaglio i soggetti coinvolti, che sono divisi in due categorie sulla base dell’obbligatorietà all’adesione al nuovo sistema, e le modalità che devono seguire per l’iscrizione. La parte operativa, che riguarda le operazioni che soggetti coinvolti devono seguire, è invece spiegata nel capitolo quarto. Verrà presa in esame la struttura SISTRI, come si-
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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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Informazioni tesi

Autore: Angela Flocco
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2010-11
Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
Facoltà: Economia
Corso: Scienze economico-aziendali
Relatore: AlbertoSimboli
Lingua: Italiano
Num. pagine: 157

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Parole chiave

ministero dell'ambiente
ecomafia
d.lgs.152/2006
mud
sistri
d.lgs 205/2010
direttiva 98/2008/ce
registro di carico/scarico
tracciabilità rifiuti
d.m. 17 dicembre 2009
formulario di identificazione dei rifiuti
area movimentazione
registro cronologico
semplificazione burocratica
black box- token usb
proghe
rifiuti

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