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Caratterizzazione di una soluzione polimerica a base di pHEMA per il rivestimento sterile di stent coronarici

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Capitolo 1 : Introduzione - 5 - Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica e a nuovi criteri clinici, la tradizionale tecnica della PTCA è stata resa piø sicura ed efficace mediante l’impianto di un nuovo dispositivo cardiovascolare: lo stent coronarico. Questo è costituito da una maglia metallica di acciaio austenitico 316L, di forma tubolare capace di sostenere le pareti del vaso stenotico riducendo, così, drasticamente le complicanze acute dell’angioplastica legate all’elastic recoil e al rimodellamento negativo. Nonostante questi dispositivi abbiano ridotto la percentuale di restenosi del 35-50%, resta irrisolto il problema dell’iperplasia neointimale e quindi della proliferazione delle cellule muscolari lisce che rappresentano l’unico meccanismo responsabile della restenosi dopo impianto di stent. Numerosi approcci farmacologici sono falliti nel tentativo di risolvere tale problema, probabilmente perchØ le dosi di farmaco che possono essere somministrate per via sistemica, senza essere tossiche, non permettono il raggiungimento di un'adeguata concentrazione terapeutica nel sito della lesione. Attualmente, nella prevenzione della restenosi intrastent, sono stati introdotti gli stent a rilascio di farmaco (DES) e con essi è emerso un nuovo concetto di stent. Quest’ultimo non è piø visto come un semplice supporto della parete vasale, ma come veicolo di un farmaco all’interno della parete coronarica per impedire la cascata di eventi sfavorevoli che portano alla proliferazione neointimale. Già da alcuni anni si era ipotizzato che il rilascio diretto dei farmaci a livello della lesione vascolare tramite stents con rivestimenti, polimerici o non, fosse un approccio razionale per realizzare un'adeguata distribuzione locale del farmaco. Con questa metodica il farmaco viene rilasciato nell'esatto sito in cui è stato provocato il danno vascolare e contemporaneamente all'effettuazione del danno stesso. Il rilascio locale della sostanza permette il raggiungimento di elevate concentrazioni locali senza effetti sistemici. Sono stati studiati diversi tipi di polimeri sintetici e naturali per uso vascolare e testati come rivestimento per gli stent, ma i risultati di questi studi non sono stati soddisfacenti. La causa di ciò, è probabilmente dovuta alle caratteristiche intrinseche dei polimeri sintetici, come la superficie del polimero (ruvidità, porosità), il tasso di frammentazione e degradazione in caso di sostanze riassorbibili. Il farmaco ideale deve essere i grado di inibire i complessi meccanismi molecolari che provocano la restenosi attraverso l’inibizione della precoce risposta infiammatoria e della crescita delle cellule muscolari lisce, senza avere effetti tossici locali e sistemici.
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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Navarretta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Paolo Netti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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