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Carmen: un'immagine della Spagna nell'800

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3 espaldas a las aportaciones modernas… >> 5 Qualcosa iniziò a cambiare nel corso del 1700, durante il secolo dell’Illuminismo. Spinti dagli ideali illuministi, che mettevano il sapere, la conoscenza al primo posto nella scala dei valori, alcuni viaggiatori decisero di includere nel proprio itinerario questo paese, praticamente sconosciuto e ai margini dell’Europa “raffinata”, che li incuriosiva anche per via dell’alone di mistero e di fascino esotico che lo circondava, ma anche per il recente risorgimento economico, avvenuto grazie al monarca Carlos III. Si resero conto che a causa del dogmatismo filosofico, da sempre radicato nei confronti della Spagna, mancava del tutto una visione attuale e veritiera del paese. I visitatori erano scarsi, anche a causa della problematicità dei trasporti, dei cammini tortuosi e impraticabili per le vetture, delle difficoltà di approvvigionamento e della totale mancanza di assistenza sanitaria adeguata. Influenzati dagli stereotipi già esistenti, tutt’altro che positivi, e aggiungendone altri basati sull’esperienza del viaggio faticoso e sgradevole, i visitatori di questo secolo descrivevano una Spagna decadente in ogni suo aspetto, dall’ambiente, al sistema politico, alla popolazione stessa. Seguendo la moda dell’epoca si creò un archetipo dello spagnolo, il Dago: meschino, traditore, capace delle più spregevoli bassezze, vendicativo, sadico e senza scrupoli. La riscoperta di questo paese era stata, per gli illuministi, nient’altro che una conferma delle opinioni e convinzioni già presenti in Europa nel corso dei precedenti secoli. Non vi era niente di apprezzabile e per cui valesse la pena sopportare tanti disagi, tutto ciò che avevano attorno era “selvatico” e completamente al di fuori dei criteri della Ragione e della cultura dei paesi avanzati. Vivevano ogni realtà che si trovavano di fronte con un senso di superiorità: sebbene affascinati, in parte, da questa totale mancanza di civiltà, erano d’altro canto inorriditi e infastiditi da questo paese illiberale e dai costumi privi di morale. Il primo cambiamento del punto di vista nei confronti della Spagna si ebbe nei primi anni del XIX secolo, in particolare a partire dal 1808, anno in cui il paese subì l’invasione da parte dell’esercito di Napoleone Bonaparte. La Guerra di Indipendenza spagnola si protrasse fino al 1814 e il popolo iberico inflisse al potente imperatore una sconfitta imbarazzante. L’intero continente rimase esterrefatto da questa reazione, del tutto inaspettata, da parte di quella nazione tanto ignorata e denigrata. Il popolo aveva dimostrato un coraggio, uno spirito combattivo ed una vitalità ignota agli altri stati: incominciarono a guardare così alla Spagna 5 << Perché viaggiare in Spagna? Cosa si sarebbe perso un inglese colto e raffinato di una nazione tanto barbara? Cosa c’era da ammirare? Cosa si poteva imparare qui? La lista dei motivi per non visitare la Spagna poteva essere interminabile: stagnazione culturale, ritardo scientifico, mancanza di libertà intellettuali, fanatismo, ambiente oscurantista (il fantasma dell’Inquisizione), assenza di personalità di rilievo (al meno dal punto di vista europeo), insegnamento e università immerse ottuse ed arretrate, rifiuto delle innovazioni moderne…>> _ R. Nunez Florencio, Sol y Sangre, Espasa, Madrid 2001, p. 47
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Carmen: un'immagine della Spagna nell'800

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Informazioni tesi

  Autore: Lara Voncini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Alessandro Vanoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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'800
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carmen
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