La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro

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16 comporti un certo ostacolo alla libera circolazione delle merci» 38 . Normative come le disposizioni di cui all’art. 47 dello Shops Act, secondo la Corte, non possono essere considerate funzionali a disciplinare i flussi di scambio fra Stati membri e perciò non rientrano, in linea di massima, nel divieto di cui all’art. 30 del Trattato 39 . Più complessa risulta, invece, la fattispecie relativa alla conformità con i principi del diritto comunitario di misure nazionali limitative del lavoro notturno femminile, che emerge dalla sentenza Stoeckel 40 . Nel caso in oggetto, il Tribunal de police di Illkirch, nell’ambito di un procedimento penale a carico del sig. Stoeckel, direttore della SA Suma, «imputato per aver addetto, il 28 ottobre 1988, 77 donne al lavoro notturno in violazione dell’art. L. 213-1 del Code du travail francese», ha posto alla Corte di giustizia una questione pregiudiziale vertente sull’interpretazione dell’art. 5 della direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, n. 76/207/CEE, «relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro». Ai sensi dell’art. 5, n. 1, «l'applicazione del principio della parità di trattamento per quanto riguarda le condizioni di lavoro implica che siano garantite agli uomini e alle donne le medesime condizioni, senza discriminazioni fondate sul sesso». Diversamente, «l’art. L 213-1 del Codice del lavoro francese [afferma che] le donne non possono essere adibite ad alcun lavoro notturno, particolarmente nelle fabbriche, stabilimenti ed officine di qualsivoglia natura. Lo stesso articolo prevede, tuttavia, alcune deroghe relative, ad esempio, a mansioni di direzione o di carattere tecnico, che comportino responsabilità, e a quelle situazioni in cui, in ragione di circostanze particolarmente gravi, l'interesse nazionale esiga la sospensione del divieto di lavoro notturno per i lavoratori dipendenti soggetti ai turni, con modalità e in base ad una procedura fissate dal codice medesimo» 41 . Con la suddetta questione pregiudiziale ci si chiede, pertanto, «se l'art. 5 della direttiva 9 febbraio 1976 sia sufficientemente preciso per creare a carico di uno Stato membro l'obbligo di non porre come principio 38 M. Roccella, La Corte di giustizia e il diritto del lavoro, cit., p. 27. 39 Ibidem. 40 Corte di giustizia 25 luglio 1991, C-345/89, Procedimento penale contro Alfred Stoeckel, in Racc., 1991, p. 4047 ss. 41 Corte giust. 25 luglio 1991, cit., punto 5.

Anteprima della Tesi di Barbara Licenziato

Anteprima della tesi: La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro, Pagina 11

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Barbara Licenziato Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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