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La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro

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17 legislativo il divieto del lavoro notturno femminile, quale figura all'art. L 213-1 del Codice del lavoro francese» 42 . La Corte di giustizia considera la normativa francese citata, che stabilisce il divieto di lavoro notturno delle donne, fatte salve talune fattispecie in deroga, in contrasto con i principi comunitari in materia di eguaglianza fra uomo e donna. I giudici comunitari ritengono infatti che la direttiva, stabilendo all’art. 5 il principio di parità di trattamento fra i sessi nell’accesso all’impiego e le condizioni di lavoro, e prevedendo, a tal fine, la soppressione o la modifica delle norme nazionali in contrasto con tali principi, sia sufficientemente precisa ed incondizionata «per creare a carico degli Stati membri l’obbligo di non stabilire come principio legislativo il divieto del lavoro notturno delle donne, anche se quest'obbligo comporta deroghe, mentre non vige alcun divieto del lavoro notturno per gli uomini» 43 . Pertanto, i singoli interessati possono far valere il principio normativo comunitario innanzi ai giudici nazionali ed ottenere la disapplicazione delle norme nazionali con esso in contrasto 44 . A differenza della questione del riposo domenicale, nel caso del lavoro notturno «l’intreccio ha riguardato un profilo della disciplina dell’orario e la politica comunitaria di parità di trattamento fra lavoratori e lavoratrici ed è servito alla Corte per dichiarare l’incompatibilità col diritto comunitario di normative nazionali che subordinino il lavoro notturno femminile a condizioni più restrittive e comunque diverse da quelle previste per i lavoratori di sesso maschile» 45 . Dal punto di vista dell’ordinamento comunitario non basta una «convinzione diffusa», un «pregiudizio», circa il carattere specificamente nocivo per la salute delle donne di una data attività lavorativa, per giustificare un trattamento differenziale 46 . Dopo aver accertato, pertanto, anche sulla base di indagini condotte in seno all’Organizzazione Internazionale del Lavoro 47 , che il lavoro notturno, sebbene sicuramente pregiudizievole per la salute di chi vi sia coinvolto, non produce 42 Corte giust. 25 luglio 1991, cit., punto 9. 43 Corte giust. 25 luglio 1991, cit., punto 20. 44 G. Ricci, Orario di lavoro, in S. Sciarra, B. Caruso (a cura di), Il lavoro subordinato, cit., p. 151. Inoltre, per una ricostruzione più puntuale della vicenda, cfr. S. Sciarra, Integrazione dinamica fra fonti nazionali e comunitarie: il caso del lavoro notturno delle donne, in DL, 1995, p. 156 ss. 45 M. Roccella, La Corte di giustizia e il diritto del lavoro, cit., p. 35. 46 Ivi, p. 43. 47 Cfr. Carpentier e P. Cazamian, Le travail de nuit, Genève: Bit, 1978, p. 39 ss; Le travail de nuit. Rapport V (1), Genève: Bit, 1988, p. 77.
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Licenziato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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Parole chiave

direttive comunitarie
sentenze della corte di giustizia
diritto dell'unione europea
orario di lavoro
art. 118a
clausola di opt-out
riposo settimanale
riposo giornaliero
ferie

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