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Le problematiche dell'adulto in difficoltà: Genova e Torino due realtà a confronto

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problematica ne genera quasi automaticamente delle altre. Queste situazioni vengono fatte rientrare nella grande categoria della povertà e dell'esclusione sociale; i due termini sono stati coniati in maniera quasi conseguente, infatti non sono pensati come fenomeni distinti, ma come realtà convergenti che ostacolano la promozione della cittadinanza e quindi della coesione sociale. 2. Cenni storici sul cambiamento della definizione del termine e del fenomeno della povertà e dell'esclusione sociale: A partire dalla seconda metà degli anni settanta si è sviluppato, nell'ambito delle scienze sociali e, più precisamente, della sociologia intorno alla nozione di povertà un acceso dibattito, nel tentativo di ridefinire il quadro in cui tale concetto debba iscriversi: le rappresentazioni del fenomeno sono andate via via arricchendosi sempre più di nuove suggestioni e rompicapi teorici e i percorsi di ricerca hanno portato ad una progressiva erosione della tradizionale unitarietà di questa nozione, attribuendo ad esso confini più vasti; si è passati d a una visione statica e solo economica ad una dinamica e multidimensionale. Le situazioni di povertà e miseria, fino agli anni settanta, avevano perso visibilità in relazione alla grande fiducia che veniva data alle virtù riparatrici dei sistemi di welfare state 4 . L'opinione comune diffusa era quella secondo cui la povertà e la miseria fossero condizioni connesse a disuguaglianze e deficit di cittadinanza in termini anche nel caso in cui il disagio "forte"(tossicodipendenza , alcolismo , malattia psichiatrica) di un solo membro del nucleo, vada a sconvolgere gli schemi della vita familiare nel suo complesso. Le stesse condizioni di povertà oppure eventi traumatici, come la perdita del posto di lavoro o di una persona cara , potrebbero essere fonte di multiprobematicità. La bibliografia sul tema è molto vasta, in questo contesto ho voluto citare il termine in quanto anche nel settore degli adulti in difficoltà la presenza di una problematica ne genera quasi automaticamente altre. 4 I sistemi di welfare state nel periodo che va dal secondo dopo guerra alla metà degli anni settanta hanno vissuto il loro trentennio glorioso, si parla infatti di fase espansiva. Questi si basavano sul presupposto che le spese sociali potessero crescere in modo illimitato e che qualsiasi disfunzione (povertà, disoccupazione, vecchiaia...) potesse essere recuperata e riequilibrata in modo automatico dai meccanismi di intervento redistributivi della crescente ricchezza. La nozione di povertà era definita dagli stessi sistemi di welfare, che la consideravano come uno scarto rispetto allo sviluppo economico del paese, e partendo da queste basi il massimo risultato che si aspirava ad ottenere non era tanto il miglioramento di singole situazioni individuali, quanto l'uscita dall'area di marginalità dei soggetti e l'ampliamento della fascia centrale secondo politiche di redistribuzione della ricchezza. Veniva quindi data una lettura macro del fenomeno, che considerava responsabili dominanti del sorgere di situazioni di povertà fenomeni nuovi quali l'industrializzazione, le migrazioni da Sud verso Nord, l'urbanizzazione e la conseguente creazione di periferie urbane, lasciando quindi invece da parte aspetti micro- comportamentali come il tenore di vita dell'individuo e la rete di relazioni in cui esso era inserito . 11
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Le problematiche dell'adulto in difficoltà: Genova e Torino due realtà a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Sacconi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Servizio Sociale
  Relatore: Fabio Cappello Rizzarello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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Parole chiave

servizi sociali comunali
disagio abitativo
esclusione sociale
povertà
genova
torino
adulti in difficoltà

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