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L'autopercezione delle comunità sudafricane nel periodo dell'apartheid

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5 comune sia del mantenimento dei loro privilegi che dell‟avere a disposizione una manodopera nera da sfruttare. Sebbene nel corso di questa tesi l‟aspetto economico sia stato volutamente tenuto in secondo piano, resta ugualmente evidente che l‟apartheid rappresenta in prima analisi una questione di convenienza per i dominatori bianchi. Da questo punto di vista inglesi e boeri sono un unico fronte. Entrambi detengono il potere economico che si esplica attraverso la gestione di attività anche industriali nelle quali la forza lavoro è costituita dalla popolazione nera e dalle restanti minoranze etniche presenti in Sudafrica. Abbiamo già accennato a come il senso di unità afrikaner abbia radici nell‟interpretazione restrittiva della Scrittura ad origine della quale sta un Dio che ha creato delle differenze fisiche tra gli uomini - specchio di differenze attitudinali ed intellettuali - che gli uomini stessi sono tenuti a rispettare mantenendo una separazione fisica netta tra le diverse razze evitando la benché minima contaminazione. I bianchi restano pur sempre bianchi. Inglesi e boeri costituiscono fronte comune anche dal punto di vista ideologico: insieme sono la popolazione bianca in terra africana. Quindi, se all‟origine dell‟apartheid sta senza dubbio un motivo di natura economica esso però viene poi rivendicato su basi ideologiche di matrice religiosa che conducono direttamente all‟affermazione del principio di superiorità della razza bianca. Come l‟oppressione inglese determina il senso di sé afrikaner, così il senso di sé afrikaner dà origine all‟apartheid. Abbiamo già detto di come questa tesi abbia evidenziato il riproporsi di due vicende assai simili nella definizione dell‟autopercezione afrikaner e di quella africana e di come le stesse si svolgano riproponendo in parallelo situazioni e punti di svolta assai simili. Nel secondo capitolo sono stati ripercorsi i momenti fondamentali del processo di autodeterminazione africana a partire proprio da quella serie di interventi legislativi finalizzati alla definizione di separazione razziale che hanno portato in primo luogo all‟isolamento fisico e spaziale della popolazione nera. Il processo ha inizio nei primi anni del 1900 ma riprende con maggior vigore e capillarità dopo il 1948 con la vittoria del Partito Nazionale Unificato di Malan, rappresentante dell‟ala più estrema del nazionalismo afrikaner che per 46 anni consecutivi fu arbitro unico dei destini del Sudafrica. Malan effettua la più grande opera di riorganizzazione della società sudafricana in accordo con gli ideali nazionalistici afrikaner ottenuta proprio grazie all‟emanazione di leggi volte a
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L'autopercezione delle comunità sudafricane nel periodo dell'apartheid

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Informazioni tesi

  Autore: Fulvio Patarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Cristiana Fiamingo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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