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L'autopercezione delle comunità sudafricane nel periodo dell'apartheid

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6 sancire la segregazione residenziale delle popolazioni “non bianche”. In sostanza con Malan si istituzionalizza un regime in cui il razzismo, da tempo pratica comune, veniva ora eretto a principio giuridico. Apartheid, è il termine che viene adottato per definire il sistema che avrebbe dovuto sancire per sempre la supremazia dei bianchi un programma di divisione e di allontanamento delle popolazioni nere dalle città e dai luoghi di insediamento industriale che erano già state sancite un ventennio prima A partire dal precedente Natives Urban Areas Act del 1923, infatti, hanno inizio i primi tentativi di evitare la residenza permanente dei neri nelle zone residenziali dei bianchi e nelle aree di insediamento industriale, tentativi che Malan porterà a compimento nel 1950 attraverso l‟emanazione del Population Registration Act – per mezzo del quale la popolazione sudafricana viene raggruppata in quattro categorie razziali: bianchi (european), meticci (coloured), asiatici (indian) e nativi neri (native o bantu o african) – e del quasi contemporaneo Group Areas Act che stabilisce in modo definitivo il principio delle aree residenziali separate in base alla razza. È evidente che lo scopo principale dei due atti non è solo quello di creare una separazione tra popolazione bianca e popolazione nera, ma è soprattutto quello di frazionare al suo interno tutta la popolazione lavoratrice non bianca numericamente superiore. Separare per meglio controllare. Frazionare per indebolire. Con il massiccio programma di “forced removals”, vere e proprie deportazioni verso township segregate e molto lontane dalle aree residenziali bianche, ha inizio il processo di separazione fisica territoriale dell‟apartheid. Forzare migliaia di persone a muoversi verso township segregate ha come primo riflesso proprio quello di creare nuove separazioni laddove già ne esistevano di radicate e di acuire la possibilità di scontri se si considera che ad alcune etnie, come ad esempio quella indiana, erano lasciati minimi privilegi di permanenza in città mentre altre, soprattutto i nativi neri, erano stati privati di qualunque diritto. Dunque le prime leggi emanate da Malan mirano a incoraggiare i “non–whites” a considerarsi a loro volta come “indians” o “coloured” o “africans”, ovvero a far emergere e prevalere il senso di appartenenza a una particolare “razza” sul sentimento comune fondato sulle condizioni di isolamento nelle township, di oppressione, di povertà e di sfruttamento imposte loro dai bianchi.
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L'autopercezione delle comunità sudafricane nel periodo dell'apartheid

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Informazioni tesi

  Autore: Fulvio Patarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Cristiana Fiamingo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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