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Le pratiche di consumo degli adolescenti e dei giovani italiani nelle ricerche pubblicate dal 2000 al 2009

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15 segnalare, di mettere in scena e rendere visibili, consuetudini e distinzioni sociali, dinamiche di classe e gerarchie di gusto.” 32 Ne La teoria della classe agiata, Veblen aveva individuato un‟importante funzione svolta dagli oggetti, quella di evidenziare e comunicare le differenze di status esistenti nel sistema sociale. Con la cosiddetta teoria del consumo ostentativo, il sociologo si riferiva, in particolare, al consumo dei generi di lusso, finalizzato al benessere del consumatore stesso e visto quindi come un segno di signoria. In questo modo, Veblen sosteneva che il gentiluomo agiato, oltre che ad utilizzare quegli oggetti necessari al sostentamento della propria vita, consumava soprattutto per la qualità dei beni: l‟uso di questi oggetti era così un segno di ricchezza, mentre l'incapacità di consumare nella giusta qualità e quantità era un segno di inferiorità. 33 Secondo Laura Minestroni, Veblen sosteneva che esistesse una stretta relazione tra la società, la sua struttura economica e culturale, ed il comportamento di consumo degli individui, e interpretava quest‟ultimo come segno di distinzione e di prestigio sociale: 34 per Veblen i consumatori sarebbero mossi non dalla necessità di soddisfare bisogni biologici, ma quasi esclusivamente da una volontà di spreco determinata dalla necessità di ostentare agli altri la quantità di prestigio e di onore insita nella propria posizione sociale (o status), la quale è a sua volta dipendente dalla ricchezza monetaria posseduta. 35 Secondo l‟autore, come spiega Franchi, erano due i fondamentali meccanismi nel consumo: l‟ostentazione e l‟emulazione. Con il primo termine si intendeva il mettere in evidenza l‟accumulazione della propria ricchezza; con il secondo ci si riferiva all‟acquisto da parte delle classi meno ricche di quegli stessi beni utilizzati dalle classi superiori con lo scopo di imitarle. Era per questo che Veblen aveva chiamato il consumo vistoso, dato che, secondo l‟autore, le sue funzioni erano di dimostrare la posizione elevata delle persone e di ostentare la loro potenza e la loro ricchezza, che solo se esibite e messe in evidenza 32 MINESTRONI, Comprendere il consumo, 111. 33 Cf. VEBLEN, La teoria della classe agiata, 70-75. 34 Cf. MINESTRONI, Comprendere il consumo, 112-113. 35 CODELUPPI, La sociologia dei consumi, 42-43.
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Le pratiche di consumo degli adolescenti e dei giovani italiani nelle ricerche pubblicate dal 2000 al 2009

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Peluso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Teoria e ricerca sociale
  Relatore: Emiro Cepeda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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