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Crespi d'Adda. Il villaggio operaio come dispositivo disciplinare (1878-1920)

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6 concentrarsi ad evidenziare i meccanismi di potere, sempre collegati a delle nuove e specifiche forme di sapere (le istituzioni su cui Foucault si sofferma più a lungo sono gli ospedali, le scuole, gli eserciti, i manicomi e le fabbriche appunto; lo sviluppo di scienze come la medicina, la psichiatria, l’economia, la pedagogia ha valore particolare in Foucault). Tutto ciò giunge inevitabilmente a fondare nuove forme di potere e di coercizione sull’individuo. Ci serviremo dei paradigmi elaborati da questo autore per dare una chiave di lettura particolare al fenomeno delle company towns. Tentiamo quindi di riassumere in un unico lavoro le conoscenze riguardo al “dispositivo totale” del villaggio operaio (totale perché racchiude in sé disciplina dello spazio e del tempo libero, disciplina del lavoro e di fabbrica, organizzazione della cultura e influenza del potere ecclesiastico): anche se spesso questi approcci sono sottointesi dai vari autori che hanno trattato di villaggi operai, si può dire che non sia stato mai prodotto un lavoro di sintesi specifico in questa direzione. Nel primo capitolo ci soffermeremo sulla descrizione del fenomeno dei villaggi operai, dando una panoramica sui motivi che spinsero industriali e lavoratori a convogliare su questa soluzione per risolvere i problemi della crescente industrializzazione del mondo occidentale. Vedremo infatti che il fenomeno dei villaggi operai è un elemento che accomuna le realtà più progredite della civiltà europea e statunitense: attraverso uno sguardo sulle caratteristiche di alcuni di questi villaggi, vogliamo sottolineare quanto Crespi d’Adda non sia un caso isolato nel panorama internazionale; altrove va quindi cercata la sua originalità. Dobbiamo infatti la straordinarietà di Crespi, e lo sottolineeremo al momento debito, alla totale assenza di modifiche all’assetto urbano e ai significati espliciti che esso evoca; tale infatti è il motivo che spinse l’UNESCO a dichiarare questa piccola frazione “Patrimonio mondiale dell’umanità”, dato che rispecchia la mentalità predominante di industriali illuminati sul rapporto con i loro operai e ancora oggi la sua integrità è evidente ed è stata conservata. Nel secondo capitolo tracceremo la storia del paese, soffermandoci sugli elementi che saranno oggetto di trattazione successiva; particolare rilievo avrà la ricostruzione delle espansioni del villaggio e la descrizione delle tappe che portano a maturazione il suo aspetto. Nel terzo capitolo, grazie alla descrizione di alcune istituzioni e l’analisi di alcuni documenti originali, tenteremo di sottolineare come si possa parlare di dispositivi disciplinari in un villaggio operaio. Oggetti privilegiati di studio saranno il cotonificio di Crespi d’Adda, la Chiesa e il cimitero di Crespi, e poi la sfera educativa, con la scuola e la
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Crespi d'Adda. Il villaggio operaio come dispositivo disciplinare (1878-1920)

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Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Costantini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Germano Maifreda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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