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Confronto fra diverse tipologie di abbattimento ed esbosco in tre regioni italiane

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13 europei, a causa del minor sviluppo della meccanizzazione nelle operazioni forestali e soprattutto perché, in moltissime realtà del centro-sud, è presente una scarsa professionalità degli operatori. Migliori metodi di utilizzazione consentono di rispettare al meglio quanto previsto nei piani di assestamento e di taglio, visto che ora anche le vie di esbosco vengono finalmente incluse nella progettazione e realizzazione dei piani di gestione. Una maggiore conoscenza e consapevolezza di questi aspetti operativi, appare oggi assolutamente necessaria per orientare i boschi italiani verso una concreta attuazione dei criteri e degli indirizzi della gestione forestale sostenibile, al fine di rispettare gli impegni assunti dal nostro Paese, sia in sede internazionale che comunitaria. Le utilizzazioni forestali, infatti, rappresentano uno degli aspetti fondamentali della gestione forestale sostenibile, in quanto strumento di attuazione indispensabile (AA.VV.). Queste, se eseguite correttamente, rendono possibile realizzare ciò che il selvicoltore auspicava in teoria, limitando al minimo i possibili danni, sia alle piante che restano in piedi e sia alle multifunzionalità del bosco. Un miglior lavoro in bosco, frutto di professionalità qualificata, sia in fase di progettazione che di realizzazione, limita i rischi di infortunio degli operatori forestali, molto presenti ma poco monitorati, così come accade, invece, in altri settori produttivi del Paese o in altre nazioni. L’alta probabilità d’infortunio, rispetto ad altri lavori, dipende generalmente dall’applicazione di tecniche di lavoro non corrette, insegnate direttamente in bosco e tramandate tra le generazioni (Baldini S. et al., 2006). Questo tipo di formazione, rispetto al passato, è in diminuzione per l’impiego di manodopera straniera e irregolare (Petenella D. et al., 2004), che ignora completamente il lavoro in bosco, perché molto spesso nei paesi d’origine svolgevano altri mestieri (Baldini et al., 2006). La manodopera boschiva, infatti, risulta attualmente proveniente, come accade anche in altri comparti produttivi (ISTAT 2000), da paesi stranieri e quindi, con scarsa o addirittura assente preparazione al lavoro in bosco (Baldini et al., 2006). Lo studio ha cercato, attraverso l’analisi dettagliata di porzioni di aree regionali, di scoprire i punti deboli della filiera per suggerire gli eventuali rimedi. Si è voluto, inoltre, portare alla luce una realtà lavorativa nella quale troppo spesso viene trascurata l’attività dell’imprenditore boschivo e dell’operatore forestale, che richiederebbe invece, una più alta professionalità, perché rappresenta la fase più delicata nell’ambito della gestione forestale, in quanto, si svolge esclusivamente in bosco. Questo lavoro ha teso a sottolineare l’importanza del monitoraggio di queste attività agli
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Confronto fra diverse tipologie di abbattimento ed esbosco in tre regioni italiane

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Laudati
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Scienze e tecnologie per la gestione ambientale e forestale
Anno: 2010
Docente/Relatore: Sanzio Baldini
Istituito da: UNIVERSITA' DEGLI STUDI DELLA TUSCIA-Viterbo
Dipartimento: DAF
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

meccanizzazione
monitoraggio
sostenibilità
filiera
impresa forestale
utilizzazione

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