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Cybercrime. Analisi empirica e normativa dei reati informatici. La cooperazione internazionale.

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Capitolo Primo I REATI INFORMATICI: FENOMENOLOGIA E QUESTIONI PENALISTICHE SOMMARIO : 1. Metodi rudimentali e sofisticati di intrusione nei sistemi e nelle reti; 2. Programmi dannosi e sabotaggi informatici; 3. Alcuni r eati informatici “impropri”: 3.1 Intercettazioni telematiche; 3.2 Frodi elettroniche; 3.3 Contrafazioni di carte di pagamento; 4. Principali problemi di diritto penale sostanziale e processuale. 4.1 Osservazioni di carattere sostanziale: i “beni informatici”; 4.1 (segu e) Altre discrasie tra gli istituti di parte generale e i cybercrime; 4.2 Difficoltà e tecniche specifiche nelle indagini sui reati informatici. Quando si parla di diritto penale dell'informatica, la prima impressione che si avverte è un certo spiazzamento, come se si trattasse di una materia appena introdotta nell'ordinamento italiano; eppure, il testo normativo di riferimento, vale a dire la legge n. 547 del 1993, ha già compiuto diciotto anni. Il vero problema di questa legge è comprendere di cosa essa si occupi di preciso. In altre parole, occorre avere almeno una minima conoscenza pratica dei comportamenti che il legislatore intende reprimere. La legge del 1993 ha infatti introdotto nel c.p. le prime disposizioni volte a incriminare i reati inform atici 1 ; alcune di queste previsioni sono state parzialmente modificate dalla legge 48/2008, che ratifica la Convenzione Cybercrime, conclusa a Budapest il 23 novembre 2001 in seno al Consiglio d'Europa. É ormai constatazione ovvia che le tecnologie informatiche siano diventate insostituibili in ogni ambito dell'economia, dell'amministrazione e della vita quotidiana; la consapevolezza dei rischi ad esse collegati, invece, è scarsamente difusa tra gli utenti, i quali spesso dimenticano di approntare anche gli accorgimenti minimi per la sicurezza dei dispositivi 2 . Ai fini del diritto penale occorre non solo tenere in considerazione i rischi connessi alla tecnologia informatica, ma anche acquisire alcune nozioni di base sul suo funzionamento, in 1 La legge 547 del 1993 ha in parte inserito nuove disposizioni nel c.p., in parte ha aggiunto commi ad articoli preesistenti. Per quanto riguarda le fattispecie create ex novo abbiamo: art. 491 bis (falso informatico), art. 615 ter (accesso abusivo a un sistema informatico o telematico), art. 615 quater (detenzione e difusione abusiva di codici d'accesso a un sistema informatico o telematico), art. 615 quinquies (difusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico), art. 617 quater (intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche), art. 617 quinquies (installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche), art. 617 sexies (falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche), art. 623 bis (rivelazione di comunicazioni telematiche), art. 635 bis (danneggiamento di sistemi informatici e telematici), art. 640 ter (frode informatica). Le norme previgenti, “aggiornate” all'avvento delle tecnologie informatiche, sono invece: art. 392 (esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante danneggiamento informatico), art. 420 (attentato a sistemi elettronici di pubblica utilità), art. 616 (violazione di corrispondenza telematica), art. 621 (rivelazione del contenuto di documenti segreti su supporti informatici). 2 Internet Security Threat Report 2011 , redatto dalla società di sicurezza informatica Symantec e reso pubblico sul sito ufficiale: www.symantec.com/business/threatreport/build.jsp 7
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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Spinosa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Scuola Sup. di Studi Univ. e Perfezionamento S.Anna di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Tullio Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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