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Cybercrime. Analisi empirica e normativa dei reati informatici. La cooperazione internazionale.

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modo da saper distinguerne l'uso dall'abuso, ossia, in termini penalistici, apprezzare il grado di ofensività delle condotte realizzabili con tali mezzi. Innanzitutto, la parola "informatica" significa trattamento automatico delle informazioni: questa definizione, in apparenza superfua, fa sì che siano compresi nell'alveo dei reati informatici sia i comportamenti diretti a computer o reti di computer (Internet in primis ), sia quelli rivolti ad altri apparecchi elettronici 3 , come gli sportelli Bancomat, i telefoni cellulari di ultima generazione (cd. smartphone ), le nuove carte di credito e debito (contenenti tutte un microchip) e così via. Per questo motivo è da rigettare la denominazione di " computer crimes" , talvolta utilizzata come sinonimo di reati informatici, poiché essa suggerisce un'idea riduttiva e non rispondente alla realtà normativa, cioè che la tutela penale abbia ad oggetto soltanto i computer 4 ; per il motivo opposto, cioè per l'eccessiva dilatazione dell'oggetto, non è condivisibile nemmeno la categoria di " high-tech crime" 5 , proposta, al pari di quella dei "computer crimes", dalla dottrina di common law. I primi studi sulla criminalità informatica sono documentati negli USA tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta 6 : all'epoca le apparecchiature elettroniche erano quasi esclusivamente in uso a basi militari e istituzioni accademiche, pertanto le principali preoccupazioni riguardavano la sicurezza dei dati in possesso ad enti pubblici o di pubblico interesse, nonché la garanzia dei diritti di esclusiva sulle invenzioni di microchip sempre più potenti 7 . Con la graduale massificazione dell'uso delle tecnologie informatiche, grazie soprattutto all'introduzione del personal computer negli anni Ottanta, i problemi legati all'abuso dei nuovi strumenti aumentarono in modo esponenziale. In primo luogo, è andata afermandosi una sorta di "sottocultura" (non necessariamente criminale) nel mondo giovanile: l' hacking, che in estrema sintesi può riassumersi nell'idea per cui tutti abbiano diritto a condividere ogni informazione contenuta nei computer, anche a costo di accedere nei dispositivi altrui senza il consenso del titolare. In secondo luogo, attività un tempo "cartacee" cominciano ad essere svolte tramite mezzi elettronici: il trasferimento di denaro, l'acquisto di beni e servizi, la tenuta della contabilità e degli archivi ne sono gli esempi più significativi. Ciò comporta un radicale cambiamento negli usi leciti ed illeciti dei dispositivi informatici: come mutano le modalità di stipulazione di un contratto, così si evolvono i metodi di riciclaggio, trufa, frode fiscale, falsificazione dei bilanci, etc., diventando virtuali e quindi più difficili da accertare per le autorità inquirenti. 3 SIEBER U., Organised crime in Europe: the threat of cybercrime. Situation Report 2004 , Council of Europe Publishing, 2005, p. 82; 4 CLIFFORD R. D. (editing), Cybercrime: the investigation, prosecution and defense of a computer- related crime, Carolina Academic Press, 2006, p. 19; 5 Impiegano la nozione di “reati ad alta tecnologia”, ad esempio: L EMAN -LANGLOIS S. (editing), Technocrime. Technology, crime and social control, Portland, 2008; M OORE R., Cybercrime: investigating high-technology computer crime, LexisNexis Publication, 2005; 6 Per un'accurata ricostruzione storica della criminalità informatica si veda CLOUGH J., Principles of cybercrime. Part I-II-III, Cambridge, 2010, p. 3-67; 7 In linguaggio tecnico, i microchip sono detti “topografie a semiconduttori”. Sugli aspetti rilevanti per il diritto penale cfr. F ONDAROLI D., Brevi note sulle “Norme per la tutela giuridica delle topografie dei prodotti a semiconduttori” (l. 21 febbraio 1989, n. 70), in Riv. Trim. dir. Pen. Eco., 1991, p. 1046 s.; 8
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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Spinosa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Scuola Sup. di Studi Univ. e Perfezionamento S.Anna di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Tullio Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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