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Dalla pace alla battaglia di Sanluri (1355-1409). Fonti documentarie e cronachistiche

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8 sull’architrave del portone principale. Da tale iscrizione apprendiamo anche che la villa sotto gli Arborensi seguiva l’amministrazione dei Comuni rurali, mentre sotto gli Aragonesi vigeva il feudalesimo, forma non certo apprezzata dai Sardi, abituati all’autonomia. 14 La chiesa di S. Pietro, dalla notevole trabeatura lignea, rimase parrocchia fino all’edificazione della Chiesa di N.S. delle Grazie nel XVII secolo. Ai primi del XV secolo, villa e castello – ancora in mani arborensi – furono fortificati, con il rafforzamento del muro di cinta e lo scavo di un fossato intorno al muro. Il 30 giugno 1409 a Sanluri avvenne la clamorosa vittoria dell’esercito aragonese di Martino il giovane contro l’esercito giudicale guidato da Guglielmo III visconte di Narbona e Giudice d’Arborea; il sovrano aragonese perì nel luglio dello stesso anno a causa della malaria e, secondo una tradizione romantica, per il “troppo amore” di una schiava definita la “Bella di Sanluri”. Nel medesimo anno la villa, in cui risiedeva Pietro Torrelles, capitano generale dell’armata catalana in Sardegna, fu ricostruita e il castello riparato. Nel 1436 nacque la viscontea di Sanluri, allorquando il sovrano d’Aragona Alfonso il Magnanimo nominò visconte Giovanni de Sena – uomo d’armi distintosi in battaglia a fianco di Martino il Giovane – il quale aveva comprato il feudo qualche anno prima da Galcerando di Santa Pau. Nel 1470 riprese l’antica lotta tra Aragonesi e Sardi: Leonardo d’Alagon, marchese d’Oristano, andò contro il vicerØ dell’isola, Nicolò Carroz, assediando il castello e occupandolo. In quest’occasione morì Antonio de Sena, successore di Giovanni, mentre il figlio di quest’ultimo – Antonio – si schierò con il marchese e con lui subì poi la prigione nel castello di Xativa in Valenza. 15 Antonio de Sena perse, insieme alla libertà, anche il suo titolo feudale oltre ai suoi beni. Nel 1479 il sovrano Ferdinando il Cattolico cedette il borgo con la viscontea di Sanluri allo zio Enrico Enriques, il quale nello stesso anno lo rivendette a Pietro di Castelvì; quest’ultimo nel 1495 lo vendette ancora al proprio fratello Ludovico. Il feudo sanlurese da allora fino alla dominazione piemontese rimase di proprietà della famiglia dei Castelvì. Nel 1720 la Sardegna passò a Vittorio Amedeo II; nel 1723 – morto Giovanni Francesco di Castelvì senza discendenti diretti – il feudo dopo varie liti passò a Maria Caterina contessa di Villamar e legata ai Castelvì da un ramo collaterale. La nobildonna cedette poi la viscontea al figlio di primo letto Antonio Giuseppe Aymerich e ai suoi eredi. 14 A. Boscolo, Sanluri (cenni storici) op. cit. pag. 28. 15 A. Boscolo, Sanluri (cenni storici) op. cit. pag. 29.
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Dalla pace alla battaglia di Sanluri (1355-1409). Fonti documentarie e cronachistiche

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Usai
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Luisa d'Arienzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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