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Per la storia della psichiatria: istituzionalizzazione e dibattito scientifico

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un “pazzerello” – che annuncia la sua futura destinazione ad accogliere quella vasta ed eterogenea popolazione “sragionevole” che i nascenti stati moderni si occuperanno di controllare e governare. È infatti a partire dalla prima metà del XVI secolo che, di fronte alla progressiva diminuzione dei lebbrosi, il San Lazzaro viene destinato ad accogliere anche “invalidi, decrepiti, storpi, epilettici, sordomuti, ciechi, paralitici”, entrando di diritto così a far parte, all’inizio dell’età moderna, del più generale processo di controllo della povertà, del vagabondaggio, della mendicità, di fronte ai quali il potere politico e religioso, reagisce con l’isolamento e la ghettizzazione, i lazzaretti, da strutture temporanee in tempo di epidemie, si trasformano in permanenti al fine di dare ospitalità a tale massa di gente. Così anche il S. Lazzaro, si prestò al tentativo di ricacciare tutta quella massa affamata nei luoghi che avevano accolto in precedenza i lebbrosi perché vi potessero trovare una zuppa calda, un po’ di calore, della solidarietà, dove avrebbero atteso anche la morte dovuta a stenti, disgrazie e miseria. Per frenare l’eccesso degli infermi e dei pazzi nei ricoveri, furono emanate regole come quella di consegnare i propri beni all’economo del S. Lazzaro per essere spesi prima a beneficio dei degenti e poi per lo stesso luogo. A metà del ‘700 appare l’elenco dei defunti i quali vengono catalogati come insani di mente, e poveri sani di mente. Nasce così il sistema delle Opere Pie, che raggruppa “Ospitali”, “Ospizi”e “Ricoveri”, che verranno unificati, nel 1754, all’interno di un’unica amministrazione, e di cui farà parte anche il San Lazzaro, ma che durerà fino al 1755 quando il Duca Francesco III nell’ambito di una riforma tesa a riorganizzare le opere pie, emana un decreto con il quale ordina che il S. Lazzaro debba accogliere solo i malati di mente, e ospitare anche quelli di Modena. In questo periodo emerge il carattere di cronicario del S. Lazzaro in cui i cronici sono assimilati ai folli in quanto si era diffuso il concetto che dallo stato di follia si poteva avere solo un temporaneo miglioramento, ma non una regressione. Tale concezione sarà capovolta con Antonio Galloni, il quale in linea con gli psichiatri del primo ottocento, pur mantenendo la distinzione tra pazzi curabili ed incurabili, proverà a sperimentare le possibilità di recupero ad una vita normale 9
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Per la storia della psichiatria: istituzionalizzazione e dibattito scientifico

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Nieddu Murru
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Vincenzo Bongiorno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

FAQ

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