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Il potere di grazia del Presidente della Repubblica

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6 la Corte Costituzionale, adita dal Capo dello Stato tramite il conflitto di attribuzione dei poteri contro il Ministro Castelli, a risolvere il problema, riconoscendo la titolarità di concessione di questa clemenza al Presidente della Repubblica. Dopo tale decisione, che suscitò diverse polemiche, l'attenzione a questo istituto di clemenza, e alle sue problematiche, cominciò a diminuire fino a far cadere nel più assoluto silenzio le relative questioni. Questa tesi si propone, a distanza di tempo da quei fatti e dalla emotività di quei giorni, di esaminare come si configuri l'istituto della grazia, ricostruendo le posizioni in ordine alla titolarità della sua concessione, oggetto della sentenza n. 200 della Corte Costituzionale del 2006. Infatti, per comprendere meglio la portata e il significato di quella storica decisione, è necessario esaminare l'istituto della grazia partendo dal quanto previsto nei precedenti ordinamenti giuridici, ponendo una particolare attenzione allo Statuto Albertino del 1848 ( la prima carta costituzionale, dal 1861 e per oltre ottanta anni, dell'Italia unita), che, nell'art. 8, disciplinava l'istituto di clemenza in esame. Nella vigenza di quella Costituzione vennero a verificarsi i vari problemi applicativi e interpretativi di questo istituto, che si ripresentarono in forma simile in epoca repubblicana. Dopo questa trattazione storica si procederà poi ad analizzare la grazia nell'attuale ordinamento giuridico italiano, partendo dalle norme che la regolano, presenti nel Codice Penale e di Procedura Penale ( art. 174 del C.P., art. 681 C.P.P.). Si tratterà successivamente quanto previsto dalla Costituzione con l'art. 87, comma 11, ponendo l'attenzione, sotto il profilo costituzionalistico, al potere attribuito al Capo dello Stato. Infatti si esaminerà, antecedentemente al 2006, l'atto di grazia in generale, la sua natura e la sua finalità (e anche con i relativi profili di costituzionalità ), e si valuterà come si inserisce tra gli atti del Presidente della Repubblica, evidenziando le problematiche relative alla controfirma del Ministro della Giustizia e mostrando anche le diverse opinioni della dottrina in merito. Inoltre, per completare la trattazione in esame, si citerà la possibilità della concessione della grazia in ambito militare. Infine si evidenzieranno i pochi casi di contrasto, verificatesi in epoca repubblicana, tra i Presidenti della Repubblica e i Ministri della Giustizia nel concedere la grazia, dimostrando che i dissensi tra Ciampi e Castelli non furono un caso isolato e imprevisto. Si darà attenzione anche ai tentativi compiuti , tra il 2003 e il 2006, dal Parlamento di modificare la disciplina della concessione della grazia. L'esito di questi interventi parlamentari fu negativo in quanto vennero ostacolati dai contrapposti interessi politici. Diversamente, nel 1986, fu approvata la legge n. 663 (Modifiche alla legge sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) che, sebbene approvata per altre ragioni, incise, indirettamente, sull'istituto della grazia, e che per tale ragione verrà, brevemente, illustrata. Successivamente verranno esaminati, relativamente al potere di grazia, prima i pronunciamenti dati dai tribunali amministrativi nel 2004, poi le decisioni della Corte Costituzionale prima del 2006,
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Il potere di grazia del Presidente della Repubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Piazza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Elisa D'Amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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