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L'opzione nucleare nella geopolitica e nella strategia israeliana

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2 nazionalismo secolare e dei pregiudizi antiebraici dell‘Europa occidentale e orientale 5 , risultando un‘ideologia aliena dal contesto geografico in cui, poi, si venne a manifestare. L‘idea fondamentale e l‘auspicio di fondo del moderno sionismo erano quelle di stabilire una nazione ebraica indipendente in Palestina, non per dogma religioso ma per necessità storiche e politiche. Il sionismo mirava a riunire gli ebrei in esilio nella loro terra ancestrale, Eretz-Israel, per restaurare la sovranità ebraica 6 . I padri fondatori del movimento 7 consideravano la Palestina, un territorio demograficamente deserto, da conquistare, poiché al momento dell‘arrivo dei primi coloni e pionieri in Terra Santa, non vi era alcuna coscienza nazionale, fra gli arabi del luogo, che potesse opporsi all‘insediamento ebraico, mentre, concetti secolari, quale la nazione e la sua espressione di Stato 5 Ibid., p. 11. 6 Ai suoi inizi il movimento fu ampiamente democratico, diversificato nelle posizioni ideologiche (da Destra a Sinistra) e credeva nella possibilità di un accordo e compromesso con la popolazione araba in ordine alla spartizione della terra. Durante i primi anni, non considerava la violenza come presupposto per l‘acquisizione della terra ambita, questo a causa dell‘ignoranza delle reali condizioni sociali, geografiche e demografiche della regione. 7 I rabbini Yehuda ben Shelomoh Alkalai, Zevi Hirsch Kalischer e Moses Hess gettano le basi del pensiero sionista nella Russia di fine Ottocento durante il regno di Alessandro II; Lev Pinsker in un pamphlet pubblicato a Berlino nel 1882, propugna la fine dell‘assimilazione nella società dei gentili e la necessità di un focolare nazionale. La figura fondamentale è pero quella di Theodor Herzl, un ebreo austriaco ben assimilato nella società europea, che viveva e lavorava a Vienna quale corrispondente per un giornale. Lontano dalle vicende sioniste e dell‘Europa orientale, fu progressivamente coinvolto nella causa ebraica a causa dell‘affare Dreyfus, un ufficiale francese di origine ebraica falsamente accusato di tradimento e spionaggio, proprio per la sua fede ebraica. Il caso Dreyfus portò Herzl a scrivere Der Judenstaat (Lo Stato degli ebrei) nel 1897 e, attraverso la sua opera, a farne il principale leader della causa sionista mondiale. Nel suo lavoro Herzl propugnava la creazione di uno stato ebraico, ove gli ebrei da tutto il mondo potessero veramente essere assimilati. Le sue idee e i suoi scritti furono diretti agli uomini di stato europei e ai ricchi e facoltosi ebrei, nella speranza potessero fornire i finanziamenti necessari al movimento e all‘opera di emigrazione ebraica in Palestina. All‘inizio Herzl considerò la situazione e il desiderio ebraico di emigrare in Palestina alla stregua di altri movimenti di colonizzazione in atto da parte dei paesi europei. Era speranzoso che l‘Europa fosse simpatetica con la sua causa e supportasse gli sforzi. Era, comunque, disposto ad accettare qualsiasi terra disponibile per stabilire una nazione ebraica, tuttavia, la sua idea era totalmente avversata dagli elementi il gruppo detto gli Amanti di Sion che ritenevano accettabile solamente la terra di Palestina. Nel congresso indetto nel 1897 a Basilea, con lo scopo di stabilire l‘organizzazione sionista, la maggior parte dei delegati proveniva dall‘est europeo ed era parte del gruppo sopra citato. I documenti ufficiali del congresso stabilirono che ―lo scopo del sionismo è di creare per il popolo ebraico una patria in Palestina protetta dalla legge‖. Herzl era favorevole alla diplomazia e cercò di influenzare l‘Impero Ottomano per ricevere l‘approvazione all‘insediamento e all‘idea di uno stato ebraico. I suoi sforzi erano avversati dai membri sionisti dell‘est Europa, più propensi a una presenza ―de facto‖ nell‘area, piuttosto che a lunghi e prolungati patteggiamenti e sforzi diplomatici. La Sublime Porta, in ogni modo, era contraria a forme istituzionalizzate di emigrazione ebraica accettando che solo singoli individui potevano entrare nell‘Impero, non distinte comunità con obiettivi e scopi politici. Herzl continuò le sue pressioni sull‘Impero Ottomano sino al 1902, dopodiché tornò a concentrare i suoi sforzi sulla Gran Bretagna, con cui discusse la possibilità di un territorio per la nazione ebraica, al di fuori della Palestina. Alla morte di Herzl nel 1904, non vi era ancora nessuna soluzione diplomatica per la nazione ebraica. Herzl organizzò il primo convegno sionista mondiale a Basilea nel 1897 e in esso furono poste le basi per la graduale penetrazione ebraica in Palestina, grazie all'acquisto da parte dell'Agenzia Ebraica di terreni da assegnare a coloni ebrei originari dell'Europa e della Russia, per poter poi conseguire la necessaria maggioranza demografica e il sostanziale controllo dell'economia che potessero giustificare la rivendicazione del diritto a creare a un'entità statale ebraica. Sul punto Barnavi Eli, Storia d'Israele, pp. 14-19;
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L'opzione nucleare nella geopolitica e nella strategia israeliana

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Informazioni tesi

  Autore: Marco De Marchi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Geopolitica, Geostrategia, Geoeconomia
Anno: 2010
Docente/Relatore: Maria Paola Pagnini
Istituito da: Università degli Studi di Trieste
Dipartimento: Scienze Politiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 449

FAQ

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Parole chiave

demografia
deterrenza nucleare
geopolitica israeliana
strategia israeliana
strategia nucleare
relazioni israele stati uniti
nucleare iraniano
proliferazione nucleare

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