Orientamenti etici nelle terapie intensive neonatali

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

scientifica (Lantos and Meadow, 2006) 7 . Per sottrarle ai rigidi controlli ed accelerare l'innovazione medica venivano infatti caratterizzate come "nuove terapie" anzichØ denominarle, piø correttamente, “trattamenti sperimentali”. In questo modo si evitavano le difficili questioni etiche accompagnate alle scelte del loro utilizzo e non si metteva in dubbio l'autoreferenzialità delle decisioni di medici e sperimentatori. Dalla storia della neonatologia abbiamo appreso l'amara lezione che "niente migliora l'efficacia di un nuovo trattamento come la mancanza di controlli". (Silverman, 1994 - p.263) Anche in Italia c’è stato un approccio a queste tematiche connotato, da chi lo ha contestato, come “sperimentalità taciuta”. Nella “Carta di Firenze” (2009) si può apprezzare l’ammissione dell’incertezza prognostica riferita ai neonati estremamente prematuri. In essa tuttavia, pur prevedendo il coinvolgimento dei genitori, queste cure vengono definite come “straordinarie” anzichØ “sperimentali”. Ciò non significa affermare che la sperimentazione sui neonati umani non debba mai essere consentita ma semplicemente che non dovrebbe mai essere tacita, poco trasparente o non rigidamente controllata in modo tale da intravvedervi il tentativo di sfuggire al pubblico controllo di eticità (Di Canio, 2011). Proprio in quanto scientificamente imperfetto, il progresso medico ha innescato un circolo vizioso di autoalimentazione: "innovazione – problemi - innovazione - ...". Ad ogni ostacolo si provvede con un trattamento piø efficace che porta a nuovi problemi clinici, ecc. Un esempio in tal senso sono stati gli effetti collaterali della IPPV (intermittent positive pressure ventilation) che evidenziarono problematiche cliniche dovute al ritorno di anidride carbonica nelle vie aeree risultando l'atto meccanico asincrono rispetto al ritmo della normale espirazione del neonato. Per ovviare a ciò, che causava emorragie intraventricolari nel neonato, si provvedeva fino ai primi anni '70 ad interrompere l'atto respiratorio mediante paralisi farmacologica che inducesse al blocco neuromuscolare 8 . Anche gli ultimi anni '90 hanno visto la sperimentazione di diverse tecniche alternative all' IPPV i cui studi tuttavia conservavano notevoli incertezze essendo stati svolti, prevalentemente, su modelli animali (per es. ossido nitrico inalato per via aerea accompagnato da terapia di 7 Unica eccezione secondo gli autori, la sperimentazione del surfattante suppletivo che ha avuto accurati studi clinici randomizzati pur lasciando ampi spazi di incertezza scientifica in merito alle dosi e frequenza del suo utilizzo nei neonati prematuri. 8 per gli effetti collaterali prodotta dalla paralisi farmacologica si veda Sandri, 1997. 6

Anteprima della Tesi di Pasqualino Cauzzo

Anteprima della tesi: Orientamenti etici nelle terapie intensive neonatali, Pagina 4

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Pasqualino Cauzzo Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2557 click dal 22/10/2012.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.