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Instabilità e crisi finanziaria: il caso dell'Irlanda

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permanently higher than in past years (cit. in Pavanelli, 2001, p. 5)”. Fisher fondava il suo ottimismo sul fatto che, a suo parere, i prezzi delle azioni incorporassero il valore attuale dei dividendi futuri, ritenuti in costante crescita in seguito alle innovazioni nel campo scientifico e tecnologico degli anni '20. Queste avrebbero avuto ripercussioni sui settori dell'industria manifatturiera ed agricola portando a considerevoli incrementi nella produzione e, conseguentemente, nei profitti. Ma tutto ciò fu invece fonte di eccessive manovre speculative, che si accompagnarono ad una politica del credito sempre più rischiosa e permissiva. Quando il crollo si manifestò in tutta la sua portata Fisher subì, oltre alla repentina perdita di una enorme fortuna azionaria che lo ridusse quasi sul lastrico, anche un pesante danno d'immagine: venne meno la credibilità delle sue analisi e subì un lungo isolamento sia da parte della comunità scientifica sia del grande pubblico. Lo shock collettivo fu traumatico e la Grande Depressione, nel suo dispiegarsi nel corso degli anni '30, spinse Fisher a mettere definitivamente in discussione la classica teoria dell'equilibrio generale, nell'intento di avviare una riflessione sui meccanismi che erano riusciti a provocare un crack di simili proporzioni. La particolare gravità della crisi portò Fisher a ritenere che si trattasse non di un raggiungimento del punto più basso da ascrivere al normale funzionamento del ciclo economico, bensì di qualcosa di radicalmente diverso, per cui si rendesse necessario un nuovo inquadramento teorico. Fu così che sviluppò una nuova teoria delle crisi economiche, alla quale diede il nome di teoria della deflazione da debiti, che rigettava la classica teoria dell'equilibrio generale attribuendo le crisi allo scoppio inatteso di bolle creditizie. Questa teoria non ebbe immediata risonanza a causa della sopracitata sfiducia nei confronti del suo autore in quel periodo. La teoria della deflazione da debiti è tornata in auge con le crisi degli anni '80 e ha trovato nuove conferme con quelle successive: le crisi asiatiche di fine millennio e quella del credito americana del 2007. Già dagli anni '60, tuttavia, si era assistito ad un recupero importante della teoria di Fisher: essa era stata infatti l'humus da cui è germogliata la debt deflation school di cui Hyman Minsky fu uno dei maggiori esponenti. 10
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Instabilità e crisi finanziaria: il caso dell'Irlanda

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Ferrando
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: comunicazione multimediale e di massa
  Relatore: Lino Sau
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 257

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