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Cooperazione Internazionale e lotta alla criminalità organizzata

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galantomismo. La mafia, dunque, non era considerata né una setta, né tantomeno un'associazione, non avendo regole fisse o capi riconosciuti. Il fenomeno veniva pertanto sottovalutato e se ne negava addirittura il fine criminoso, tanto da sostenere che “non sempre la mafia ha come scopo il male; talora, anzi non di rado, si propone il bene”. 8 “La mafia è la coscienza del proprio essere, l'esagerato concetto della forza individuale. Il mafioso vuol essere rispettato e rispetta quasi sempre” 9 . Concezione tanto irreale quanto ormai lontana dalla realtà: dopo i turbolenti anni '90 e la scoperta della reale struttura dell'organizzazione non ha più senso parlare di sentimento o spirito di mafia, che “ consiste nel reputare segno di debolezza o di vigliaccheria il ricorrere alla giustizia ufficiale, alla polizia e alla magistratura (…); è una maniera di sentire che, come la superbia, come l'orgoglio, come la prepotenza, rende necessaria una certa linea di condotta in un dato ordine di rapporti sociali” 10 . La mafia ha sviluppato una propria strategia per consolidare la sua struttura organizzativa: contenere il numero di delitti così da ridurre le indagini, ma cercare di ottenere il massimo guadagno illecito. Cosa Nostra ha portato avanti una vera crociata contro i potenti capi delle cosche avversarie o contro illustri uomini politici e magistrati, ha cercato di rafforzare il controllo sul territorio siciliano e ha curato poco i rapporti con cosche criminali oltreoceano, perdendo tuttavia la possibilità di concludere affari milionari e lasciando spazio alle 'ndrine calabresi. Si è poi a lungo sostenuto che un elemento essenziale nella lotta alla mafia è rappresentato dallo strumento confessorio: la principale prova giuridica contro il mandante di un delitto è data dalla confessione del mandatario, tuttavia gli esecutori materiali non confessano facilmente a causa dei gravi rischi per loro stessi e per i loro familiari derivanti dalla loro collaborazione con la giustizia, a fronte di sconti di pena 8 Napoleone Colajanni in “Nel regno della mafia” , 1900. 9 Giuseppe Pitrè in “Usi e costumi del popolo siciliano”, 1889. 10 Gaetano Mosca in “ Che cos'è la mafia”, 2002. 13
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Cooperazione Internazionale e lotta alla criminalità organizzata

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Informazioni tesi

  Autore: Marianna Meriani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Spangher
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 532

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Parole chiave

mafia
criminalità organizzata
europol
interpol
estradizione
rogatorie
cooperazione giudiziaria
cooperazione di polizia
mutua assistenza giudiziaria
crimini transnazionali

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