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Entelechia, intenzionalità e costituzione dell'oggetto: una lettura fenomenologica

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14 CAPITOLO I FANTASIA, REA L T A’ E RAPPRESENTAZIONE NELLA PSICOLOGIA DI BRENTANO 1) L’inizio del problema in un corso universitario a Vienna. Il problema comune alle prospettive filosofiche di Husserl e di Brentano può essere introdotto già dal titolo del corso che il maestro tenne nel semestre invernale 1885/86 e a cui Husserl prese parte: “Ausgewählte psychologische und ästhetische Fragen”, in cui particolare attenzione era dedicata al rapporto essenziale tra le rappresentazioni di fantasia e le rappresentazioni di percezione. Come riportato da Schuhmann nella Husserl - Chronik, sappiamo che questi considerava all’epoca il contributo offerto da Brentano in quel corso come la “più dettagliata trattazione che mi sia nota circa il rapporto tra Phantasma ed Empfindung”, aggiungendo che grazie ad essa potevano “essere respinte le differenze d’essenza tra sensazioni e fantasie” 1 . Un terreno segnato dall’incrocio tra due fondamentali discipline, la psicologia e l’estetica, trova così lo spazio per una considerazione unitaria, riferita ad un termine medio ben specifico, che è appunto il tema della rappresentazione. Ma cosa si intende con rappresentazione e quali sono i motivi che spingono la riflessione a soffermarsi su questo problema? La relazione che si istituisce tra gli oggetti della rappresentazione e gli atti della nostra percezione o fantasia è una relazione veramente originaria? La rappresentazione è in altri termini la condicio sine qua non dell’atto psichico, il suo fondamento, per cui dobbiamo credere che se un contenuto di coscienza non viene in qualche modo rappresentato, anche in maniera del tutto vaga, non può essere fatto oggetto di alcun intendere, non può cioè ottenere alcuna consistenza o evidenza che non sia rappresentabile? Se così fosse, se ogni nostro atto dovesse riferirsi in ultima analisi ad una forma rappresentata, avremmo trovato una classe di fenomeni psichici che ci dispenserebbe dall’analizzare invece le differenze tra gli atti della percezione e dell’immaginazione. Nell’evidenza di una percezione attuale 1 K. Schuhmann Husserl-Chronik. Denk- und Lebensweg Edmund Husserls; Den Haag, Martinus Nijhoff 1977; p. 15.
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Entelechia, intenzionalità e costituzione dell'oggetto: una lettura fenomenologica

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Informazioni tesi

  Autore: Egidio Tinaburri
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Studio dei testi filosofici
Anno: 2009
Docente/Relatore: Raffaele Bruno
Correlatore: Bianca Mariad'Ippolito
Istituito da: Università degli Studi di Cassino
Dipartimento: Filosofia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

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