Quale rappresentanza per quale lavoro? Il sindacato italiano di fronte al lavoro che cambia.

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6 di segmentazione del mercato del lavoro, non solo rispetto ai lavoratori con contratti standard, ma anche all’interno di questo gruppo. Ciò indebolisce gli incentivi identitari e conseguentemente l’azione collettiva, riflettendosi sulla scelta di aderire al sindacato. Inoltre, il diffondersi di un orientamento di tipo individualistico e il crescente desiderio di autonomia nella gestione del proprio rapporto -evidente nel caso dei collaboratori- oltre a trasformare il modo di relazionarsi con il proprio lavoro, cambia anche il modo di relazionarsi al sindacato. Questo spiega il diffondersi di esperienze di autotutela e la tendenza di questi lavoratori ad un rapporto pragmatico e strumentale con le organizzazioni sindacali. Tuttavia, pur nella propria specificità, questi soggetti possiedono un evidente potenziale di domanda sindacale. Oggi, i lavoratori temporanei rappresentano il soggetto debole e maggiormente esposto del mercato del lavoro. Per quanto differenziate e ancora poco esplicite, da questo gruppo sociale provengono richieste sia di tutele contrattuali sia, soprattutto, di maggiori prestazioni nel campo delle politiche sociali. Quindi proprio il sostegno e la protezione di un soggetto debole e vulnerabile del mercato del lavoro costituisce un obiettivo forte e possibile per le organizzazioni sindacali. Legittimando, per certi versi rafforzando, la loro ragione d’essere. In effetti, a partire dagli anni Novanta, il sindacalismo confederale si è mosso nel tentativo di includere e difendere questo gruppo di lavoratori che andava via via emergendo. Le tre Confederazioni sono intervenute, ripensando e innovando le proprie forme di rappresentanza, con la creazione di veri e propri sindacati degli atipici. Esperienza che, è utile ricordare, non ha eguali in altri paesi europei. Questi Organismi, ponendosi in discontinuità con le preesistenti categorie sindacali, hanno cercato di sperimentare nuove modalità di contatto, di comunicazione e di aggregazione. NIdiL CGIL, ALAI CISL (ora FeLSA), CPO UIL (ora UIL Tem.p @ ) sono organizzazioni nuove, dal momento che la base della loro rappresentanza risiede non nella comune appartenenza a un settore produttivo, ma nella specificità del contratto di impiego. Di conseguenza si caratterizzano per non agire nell’ambito di un settore merceologico ma ponendosi come interlocutori dei nuovi lavori trasversalmente al mondo della produzione. Tentando una sorta di bilancio di un percorso che oramai è più che decennale, si possono indicare alcuni aspetti di reale innovazione, pur ancora con evidenti limiti.

Anteprima della Tesi di Enrico Frosini

Anteprima della tesi: Quale rappresentanza per quale lavoro? Il sindacato italiano di fronte al lavoro che cambia., Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Enrico Frosini Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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