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Il Trattato di Lisbona e la traduzione comunitaria

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4 IL TRATTATO DI LISBONA 1.1 Perché questo nuovo trattato è necessario per l’Europa? Nell’epoca della globalizzazione, si presentano nuove sfide all’interno dell’Unione Europea. I valori fondatori, ovvero libertà, giustizia sociale, tolleranza, solidarietà, difesa dei diritti umani, costituiscono una base solida per far fronte alle sfide del XXI secolo, ma non sono sufficienti, occorre disporre di strumenti efficaci. L’Europa a 27 membri può potenzialmente realizzare politiche appropriate in vari campi: la lotta al terrorismo, la gestione del flusso migratorio, la creazione di risorse energetiche rinnovabili, la modernizzazione dell’economia europea, l’occupazione, porre fine alla povertà nei Paesi Terzi e affrontare i cambiamenti del clima a livello globale. Per realizzarle, l’Unione deve innovare i propri metodi di lavoro. Nelle istituzioni, infatti, si impongono procedimenti più rapidi per prendere le decisioni, e ancora la società reclama un’architettura comunitaria più democratica. Gli Stati membri devono quindi instaurare una volontà unanime e rispettare il principio di sussidiarietà per far fronte alle sfide presenti e future. Alla fine degli anni ’90, gli Stati dell’Unione comprendono la necessità di aumentare l’integrazione tra di essi, soprattutto nel secondo pilastro, la politica estera e di sicurezza comune (PESC), ovvero cooperazione intergovernativa in materia di affari esteri e di sicurezza, e il terzo pilastro: giustizia e affari interni (GAI), introdotti con il Trattato di Maastricht 1 . Lo stesso Trattato presentava una clausola che incitava gli Stati membri a convocare una CIG per una sua revisione, arrivando così all’approvazione del Trattato di 1 Il Trattato sull’Unione Europea (TUE), siglato a Maastricht il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993. Con questo trattato, si supera l’obiettivo economico iniziale della Comunità e si afferma la volontà politica. L’Unione Europea è infatti costituita da tre pilastri. Il primo comprende le « Comunità europee », ovvero la Comunità Economica Europea (CEE), che diventa Comunità Europea (CE) con il TUE; la Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA o Euratom); e la Comunità del Carbone e dell’Acciaio (CECA). Il secondo instaura la Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) e il terzo riguarda la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni (GAI). È da notare inoltre che le relazioni nei settori relativi al primo pilastri si sono concretizzati fin dall’inizio in organizzazioni internazionali dotate di personalità giuridica internazionale e di organismi che perseguono gli interessi generali degli Stati membri, mentre le relazioni relative al secondo e al terzo pilastro sono concepite come collaborazioni tra i governi, dove gli Stati membri ne rappresentano i particolari interessi.
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Il Trattato di Lisbona e la traduzione comunitaria

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Informazioni tesi

Traduttore: Marco Casella
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Massimo Del Pizzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 28

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Le Traité de Lisbonne et la traduction communautaire"

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