La disciplina delle mansioni nel lavoro subordinato privato: il quadro normativo e l’interpretazione giurisprudenziale

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Mansioni, qualifiche e categorie 6 riguardanti il modo di svolgere gli incarichi (l’estensione temporale, la disponibilità agli spostamenti, la posizione gerarchica nell’organizzazione, la responsabilità, i poteri di rappresentanza, il contatto con il pubblico), permettendo così di assegnare categorie diverse anche a lavoratori che svolgono analoghi compiti.  Nella seconda classe si trovano le regole che rimandano alla capacità professionale del lavoratore, indipendentemente dal preciso contenuto della sua prestazione. Ciò impone di considerare, quindi, il titolo di studio, il diploma, la formazione acquisita o ancora l’abilitazione all’esercizio di determinate professioni (con l’iscrizione a ordini o albi) e le precedenti esperienze lavorative. Il tutto nell’ottica di qualificazione dello ‘status professionale’ del lavoratore, o più comunemente della ‘qualifica soggettiva’, alla quale raramente viene attribuito valore esclusivo nell’opera d’inquadramento dell’individuo. Ad eccezione di quei casi in cui, per l’accesso ad una particolare professione, si richieda il possesso di una determinata qualifica sottoforma di requisito (per esempio l’essere iscritti ad un apposito albo).  Nella successiva classe vi sono poi “i criteri non attinenti né alle mansioni né alla capacità soggettiva del lavoratore” 11 . Per l’inquadramento del soggetto si fa qui riferimento all’anzianità di servizio (come indice di maggiore professionalità), alla particolare dimensione o posizione geografica dell’unità produttiva in cui avviene la prestazione (le quali potrebbero incidere sulle responsabilità ad essa connesse) e ancora in base a parametri come lo stato di bisogno o il carico di famiglia. Inoltre, andrebbero fatte rientrare in questa classe le caratteristiche personali come il sesso, l’età, la razza, nazionalità od appartenenza etnica, che giustamente il nostro ordinamento ha reso irrilevanti ai fini dell’inquadramento.  La quarta, ed ultima, classe racchiude infine i criteri d’inquadramento che invece ripartiscono i prestatori di lavoro in categorie cosiddette ‘non comunicanti’. Queste regole servono ad operare una differenziazione dei lavoratori in gruppi 12 11 P. Ichino, Il contratto di lavoro, Giuffrè, 2000, p.534. 12 Perché magari contraddistinti da peculiarità lavorative, sindacati o contratti collettivi che differiscono sostanzialmente.

Anteprima della Tesi di Lorenzo Perin

Anteprima della tesi: La disciplina delle mansioni nel lavoro subordinato privato: il quadro normativo e l’interpretazione giurisprudenziale , Pagina 10

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Lorenzo Perin Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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