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La disciplina delle mansioni nel lavoro subordinato privato: il quadro normativo e l’interpretazione giurisprudenziale

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Mansioni, qualifiche e categorie 5 All’interno di questa prima classe, viene operata un’altra ripartizione in tre sottoclassi a seconda che queste regole prendano in esame: - le mansioni svolte attualmente e in passato 9 ; - le sole mansioni svolte nel presente; - le mansioni che il lavoratore potrebbe svolgere, in un’ottica potenziale. Dove lo scarto tra la prima e seconda sottoclasse è utile per differenziare, in termini di trattamento, due lavoratori che svolgono al presente uguali mansioni ma provengono da passati lavorativi diversi; mentre la peculiarità della terza (di recente affermazione) risiede nell’attenzione che questa ripone nelle potenzialità d’apprendimento e versatilità del soggetto. E’ interessante notare come emerga in questo punto, seppur in chiave leggermente differente perché limitata al solo inquadramento, il tema della professionalità: di centrale importanza nei giudizi d’equivalenza tipici della mobilità interna. Si vuole infatti sottolineare come le prime due sottoclassi possono esser fatte ricondurre ad una sua concezione di tipo ‘statico’, fondata sul bagaglio di esperienze e competenze attualmente detenute, la quale per molti anni (e ad oggi) ha trovato il favore di una consolidata giurisprudenza. Mentre, nella terza sottoclasse, vi si può leggere il riferimento ad una ‘dinamica’, improntata non alla rigida tutela dell’ammontare di professionalità già acquisito, bensì ad un suo possibile perfezionamento e sviluppo in futuro. Occorre altresì ricordare che nel parametro quantitativo delle mansioni, non è comunque rinvenibile l’unica trave portante di questa prima classe. Oltre al ‘cosa’, viene considerato il ‘come’, ben agganciandosi al primo comma dell’art 36 cost. 10 che collega la retribuzione sia alla quantità, sia a alla qualità della prestazione. La considerazione del ‘come’ avviene attraverso la valutazione di alcuni elementi 9 Così come da correzione di U. Gargiulo in L’equivalenza delle mansioni nel contratto di lavoro, Rubbettino, 2008, p. 54 dove l’autore ritiene che “un criterio d’inquadramento*…+ potrebbe risultare in contrasto con il principio di “effettività” contenuto nell’art. 2103 Cod. Civ., qualora desse rilievo soltanto alle mansioni svolte in passato” ed in tale ottica ritiene ragionevolmente di sostituire la disgiuntiva ‘o’ con la congiunzione ‘e’ “. 10 Art 36 Cost.: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”.
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La disciplina delle mansioni nel lavoro subordinato privato: il quadro normativo e l’interpretazione giurisprudenziale

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Perin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Vania Brino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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Parole chiave

mobbing
mansioni
equivalenza
demansionamento
onere probatorio
art. 2103 cod. civ.
art. 13 stat. lav.
danno demansionamento
mansioni inferiori
mansioni superiori

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