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La geografia dell’economia creativa italiana

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4 qualificati e creativi. Ulteriormente,le politiche per lo sviluppo regionale e locale includono il programma delle industrie creative per rivitalizzare le aree rurali e le piccole città con la promozione del retaggio culturale e le arti, lo sviluppo dell’infrastruttura culturale, ed il raggrupparsi delle attività creative locali (JAYNE,2005; EVANS,2009; vedi anche Andres e Chapain in questa uscita). Con questa prospettiva, questo articolo provvede a due grandi contributi alla letteratura industrie creative. Per prima cosa, usando l’Italia come caso di riferimento,ciò evidenzia il ruolo delle industrie e relazionate all’arte come settori potenzialmente rilevanti nell’economia creativa, soprattutto nelle aree non metropolitane. Tali settori sono spesso poco apprezzati nel dibattito sulle industrie creative, il quale è spesso orientato ai settori creativi relazionati alla tecnologia e basati sul servizio. LA GEOGRAFIA DELL’ECONOMIA CREATIVA ITALIANA: Per esempio, LAZZARETTI et al.(2008) recentemente hanno analizzato la distribuzione geografica delle industrie creative in Italia, concentrandosi sulle industrie culturali tradizionali e sulle industrie creative correlate alla tecnologia(tecnologie d’informazione e comunicazione - ICT - e software).Ad ogni modo,il riconoscimento delle industrie di design e basate sull’arte può essere particolarmente utile per fornire una visione piø completa dell’economia creativa,soprattutto nello sviluppo dei territori. In molte parti del mondo esistono in verità delle concentrazioni locali di produzione culturale di cui entrambe provvedono all’acquisizione dell’autonomia economica e riflettono la pratica/conoscenza tradizionale,abilità e tradizioni culturali delle persone (SANTAGATA,2006). Un secondo contributo alla letteratura fa riferimento all’accertamento dei modelli regionali e locali delle industrie culturali e creative, tendendo ad evidenziarli dal contesto italiano. Mentre la maggior parte degli studi su quest’argomento ha molto lontanamente contribuito ad una migliore comprensione della natura e della struttura dell’economia creativa, le nuove ricerche (LAZZERETTI et al., 2008; DE PROPRIS et al., 2009) stanno introducendo intuizioni nelle condizioni che influiscono sulla distribuzione geografica e collocazioni delle industrie creative così come la loro tendenza a localizzarsi nelle altre aree metropolitane o nei piccoli centri urbani (vedi Collis e Freebody in quest’uscita). Il presente articolo è in linea con questi lavori così sviluppa una metodologia per esplorare l’organizzazione spaziale delle industrie creative e delle attività. Questo articolo è organizzato come segue. La seconda sezione descrive la metodologia adottata per definire l’economia creativa e le tecniche usate per analizzare i modelli geografici di localizzazione. La terza sezione illustra la struttura e l’evoluzione dell’economia creativa italiana. La quarta sezione si concentra sulla distribuzione geografica delle industrie culturali e creative, evidenziando una geografia peculiare dell’economia creativa italiana. La quinta sezione,infine, fornisce una conclusione.
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La geografia dell’economia creativa italiana

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Martinasso
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Giuseppe Tardivo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 22

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