Carlo Ginzburg: una biografia intellettuale

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5 subito la pressione sia fisica sia psicologica, in questo caso da parte dell’Inquisizione. L’attenzione e la predilezione di dedicarsi allo studio di queste vittime, da sempre rimaste nell’ombra, invece che alla persecuzione stessa, che aveva fatto da sempre la parte del gigante nel corso della produzione storica si dovette alla particolarità che questo soggetto aveva rappresentato. Al fatto cioè di essere stato un personaggio appartenente ad una cultura “subalterna”, ma dotato di notevoli capacità di ragionamento. Oltre a ciò un desiderio giovanile da parte dello storico di mettersi alla prova, in un campo irto di difficoltà e poco affrontato 2 . Altro elemento d’impulso, ma che gli è stato fatto in seguito notare dall’amico Paolo Fossati è stato che egli stesso, in quanto vittima di persecuzioni non si doveva poi sentire tanto lontano da questi uomini e donne. Nell’intervista a Trygve Riiser Gundersen pubblicata nel 2003, ricordava come la connessione tra il proprio background, l’identità di ebreo, e l’interesse verso personaggi come Menocchio fosse corretta, e per lui tutto ciò non costituiva un problema. È ovvio che la personale esperienza di un ricercatore entri in gioco nell’indirizzare scelte e interessi, e aggiungeva “And there is no reason why such subjective elements should have to impose limitations on an historian’s work, instead of presenting opportunities”. Nel suo caso personale, era stato cruciale il fatto che egli non fosse conscio di questo legame esistente; gli aveva così permesso di focalizzarsi, senza essere costretto dalla consapevolezza della propria connessione autobiografica con il tema affrontato. 3 Un altro breve riferimento diretto alla sua scelta di non specializzarsi si colloca nell’intervista apparsa su La Città, nel febbraio 1999, in cui egli affermava che il cambiare spesso soggetti e ambiti di ricerca, era dovuto alla convinzione, che non sapeva quanto giusta, ma in lui molto radicata, “che nel momento in cui io affronto da ignorante un nuovo tema, riuscirò a vedere delle cose che uno specialista non vede” 4 . Egli era comunque consapevole che questo atteggiamento comportava un prezzo, cioè il commettere errori molto grossi, un rischio dovuto al fatto di “mettere i piedi in un campo non familiare”. Egli inoltre, ritiene da sempre che ciò che lo appassiona, sia di per sé utile; aprendo un libro, anche a caso, scatta sempre un interesse, perché esiste sempre qualcosa da cercare, che poi 2 Idem, p. 285. 3 Carlo Ginzburg, Trygve Riiser Gundersen “On the Dark Side of the History”, http://www.eurozine.com/articles/2003-07-11-ginzburg-en.html (ultimo accesso 01/02/2012). 4 “La catena delle citazioni”, Una Città, n. 74, Gennaio-Febbraio 1999.

Anteprima della Tesi di Elisa Giovinazzo

Anteprima della tesi: Carlo Ginzburg: una biografia intellettuale, Pagina 4

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Giovinazzo Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

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