Carlo Ginzburg: una biografia intellettuale

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6 si traduce in ricerca concreta 5 . A prescindere dalla scelta di non specializzarsi, la stessa decisione del mestiere ha avuto una sua “evoluzione particolare”; nella prefazione all’opera Miti, Emblemi, Spie, infatti, raccontava come nella metà degli anni Cinquanta non lo sfiorasse nemmeno l’idea di intraprendere la carriera di storico, pensava invece di occuparsi di letteratura, al fine di superare la diatriba razionalismo, irrazionalismo. Molte sono state le letture giovanili che lo hanno portato inconsciamente ad elaborare il proprio pensiero, e certamente, crescere in una famiglia così legata alla cultura e ai libri, deve aver avuto il suo ruolo, ma due sono state le letture che hanno avuto ruolo maggiore, come ricordava in un’altra intervista, apparsa su The Hindu 6 , ed esse furono da una parte la partecipazione al seminario di Delio Cantimori sull’opera di Burkhardt, Meditations on World History, la cui lettura di venti righe a settimana, e quindi una “slow reading”, fu una rivelazione. In generale, in ogni caso, gli insegnamenti di questo grande maestro l’hanno stimolato nelle sue prime opere. Dall’altra, la lettura personale di I re taumaturghi di Marc Bloch, in versione inglese, opera legata alla storia della mentalità. A parte le varie motivazioni, tentare di elencare tutte le influenze e gli spunti che hanno agito su questo storico è quasi impossibile perché la lista è pressoché infinita, come mi è stato ben chiaro analizzando la sua produzione. Da sempre figura schiva sui fatti biografici personali, i pochi sono, ben noti a tutti; è stato per me, perciò molto interessante ricostruire la sua personalità, in modo comunque parziale, leggendo i suoi scritti. Ciò che ho potuto realizzare, tirando le somme, è l’ immagine di una figura di storico estremamente ricca e complessa, aperta ad affrontare tematiche nuove mettendosi in discussione davanti alla pubblica critica, sempre pronto a difendere le proprie idee. Un tratto assorbito dall’insegnamento negli Stati Uniti, da ciò che ho potuto cogliere, è stata appunto la tendenza ad affrontare direttamente tali critiche, rispondendo tono su tono, senza colpire la persona che ha davanti, ma sempre mirando all’idea espressa, nel caso di incompatibilità di pensiero. Questo mondo accademico, infatti, multietnico e multiculturale, con una tradizione di dibattito e discussione alle spalle ha costituto come diceva nell’intervista con Vittorio Foa, un “buon bersaglio da colpire” 7 . 5 Andrea del Col, Aldo Colonnello, a cura di, Uno storico, un mugnaio, un libro. Carlo Ginzburg, Il formaggio e il vermi, 1976-2002, ed. Università di Trieste, n.e. 2003, p. 103. 6 Carlo Ginzburg, Sanjay Subrahmanyam “The Stuff of which History is Made: A Brief Conversation with Carlo Ginzburg”, http://www.hindu.com/nic/ginzburg-interview.htm (ultimo accesso 01/02/2012) 7 Andrea del Col, Aldo Colonnello, a cura di, Uno storico, un mugnaio, un libro. Carlo Ginzburg, Il formaggio e il vermi, 1976-2002, ed. Università di Trieste, n.e. 2003;

Anteprima della Tesi di Elisa Giovinazzo

Anteprima della tesi: Carlo Ginzburg: una biografia intellettuale, Pagina 5

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Giovinazzo Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

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