Uscire dal tunnel: il percorso terapeutico delle comunità per tossicodipendenti

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12 farmacologiche a base di oppiacei possono mostrare segni di astinenza e tolleranza, senza alcuna dipendenza da oppiacei (APA, 2000). I criteri per la dipendenza evidenziati dal DSM-IV e dall’ICD-10 sono molto simili tra loro, ma l’ICD-10 pone maggiore enfasi sul desiderio compulsivo di assumere la sostanza (eletto a sintomo principale), mentre il sistema dell’APA descrive come criteri primari la tolleranza e l’astinenza. Nonostante l’accento sia posto su parametri differenti, entrambe le classificazioni si riferiscono ai concetti di “addiction” e “craving” 8 senza nominarli esplicitamente. A tal proposito, Canali (2003a) afferma come questa apparente incongruenza tra i sistemi diagnostici sia una chiara testimonianza dello scarso consenso esistente su ciò che significhi realmente il termine addiction. Quest’ultimo viene impropriamente usato in modo interscambiabile con quello di dipendenza, alimentando la confusione, prima a livello teorico e, successivamente, a livello pratico. La dipendenza, infatti, fa riferimento allo stato fisiologico di neuroadattamento prodotto dalla ripetuta somministrazione della sostanza, a cui segue la reiterazione dell’assunzione per prevenire e/o sedare una crisi d’astinenza; l’addiction, invece, è un’entità qualificabile a livello soggettivo e comportamentale, in quanto indica uno stato comportamentale di abuso di sostanze caratterizzato da: coinvolgimento assoluto nell’uso di una sostanza, perdita di controllo e gravi conseguenze sulla vita sociale dell’individuo (Serpelloni et al., 2002). L’uso inflazionato del termine ha finito con inglobare sotto la stessa “etichetta” diagnostica il concetto di dipendenza e quello di addiction, con la conseguenza che la nozione di “addiction” è stata associata ad ambiti molteplici e declassata a semplice sostantivo (es. “drogati” del sesso, del gioco d’azzardo, degli acquisti, del lavoro, di internet, della televisione, della forma fisica ecc.), portando ad un incremento della confusione lessicale e semantica nella spiegazione della tossicodipendenza. La stessa osservazione viene effettuata dalla World Health Organization (1994b) che, per evitare l’ambiguità associata a tale concetto, non lo contempla ed evidenzia come molti professionisti ne facciano un uso indiscriminato, rischiando di confondere il linguaggio specialistico con quello comune. 8 Craving: letteralmente può essere tardotto con “brama, voglia, smania”; indica il forte desiderio della sostanza.

Anteprima della Tesi di Giulia Bondone

Anteprima della tesi: Uscire dal tunnel: il percorso terapeutico delle comunità per tossicodipendenti, Pagina 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giulia Bondone Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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