Comunicare con l’arte nell’epoca digitale: il caso Adobe Museum of Digital Media

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mente degli uomini, ma in verità il fatto che lei si sia recata a Troia esiste solo in potenza, non si è compiuto. La mnemotecnica, alla quale si ricorreva nell'antichità, nel medioevo e nel rinascimento, consisteva nel ricordare temi e concetti inserendoli all'interno di spazi e situazioni mentalmente costruiti, virtuali, in cui il soggetto si muoveva. E così la costruzione di architetture, ambienti e contesti sociali virtuali progettati con l'utilizzo di tecnologie per scopi molteplici, sono concepiti allo stesso modo degli esempi riportarti sopra. La mente dell'uomo spazia nei suoi meandri, costruendo attraverso architetture mentali, una dimensione soggettiva che si rende oggettiva, ad esempio, attraverso i romanzi o con la costruzione di ambienti virtuali, che oggi trovano la loro realizzazione primaria in luoghi/non luoghi come i computer, la rete, il cyberspazio. Un processo alquanto diverso dall'immaginazione pura, in quanto essa non porta in sé la potenza dell'essere. Si costruiscono realtà che si esternano sì a partire dalla dimensione soggettiva, ma che mantengono allo stesso tempo la dimensione virtuale e concettuale del progetto originario. «Gli esseri umani hanno sempre utilizzato il virtuale come forma di conoscenza del reale. La letteratura mi permette di conoscere esperienze e mondi cui in gran parte non potrò accedere di persona […]. La stessa letteratura non realistica […] è un modo per esplorare mondi possibili […] Ma prima ancora della letteratura è la stessa fantasia infantile ad ampliare la gamma delle esperienze [utili per il futuro]» 13 . Utilizzando un termine caro a Deleuze e criticamente ridiscusso da Lévi, la virtualizzazione è un processo di deterritorializzazione 14 , e in questa chiave non va intesa come un processo di astrazione; è piuttosto una liberazione dal semplicemente attuale, salvezza, consapevolezza e capacità di capire che la vita è un sogno, e che i sogni sono sogni, come accade al protagonista del racconto Le rovine circolari di Borges, che desidera creare un uomo con lo strumento del sogno e solo nell'ultima, liberatoria scena scopre di essere a sua volta il parto del sogno di qualcun altro. 13 A. Grotti, ComunIcare. Prendersi cura nel tempo della rivoluzione digitale, Roma, Editrice A VE, 2011, p. 64. 14 Termine che Lévi utilizza molto spesso nei suoi testi, ripreso da G. Deleuze, in particolare dall'opera Millepiani: capitalismo e schizofrenia, 1980. 13

Anteprima della Tesi di Eleonora Chiarugi

Anteprima della tesi: Comunicare con l’arte nell’epoca digitale: il caso Adobe Museum of Digital Media, Pagina 10

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Eleonora Chiarugi Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

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