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L'omertà come strategia discorsiva del fenomeno mafioso e analisi del "mafioso mediatico"

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ciascuna generazione di italiani sembrava condannata a “scoprire” la mafia come se nessuno ne avesse mai sentito parlare» 2 . L’episodio cui si fa riferimento, che segna la cesura fra il “mai sentito parlare” e l’oggi, risale al 30 giugno del 1963, quindi ben lontano dal 1877, anno in cui presso l’editore Barbera di Firenze usciva il libro La Sici- lia nel 1876 ad opera di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino in cui si descriveva la mafia nei termini in cui ancora oggi la conosciamo. È evidente un paradosso: pur nota e consolidata fin dalla metà dell’Ottocento, la mafia era rimasta fino al 1963 sostanzialmente un’enti tà ectoplasmatica. Aveva prosperato e si era ingigantita alle spalle dello Stato e, quando quest’ultimo aveva deciso di accorgerse - ne creando una commissione parlamentare in materia, aveva continua - to a eclissarsi in luoghi comuni del tipo “la mafia è un’invenzione del nord per calunniare i siciliani”. Ne consegue che, se questo è il punto di partenza, la domanda che ci si è posti subito dopo è stata: come si è arrivati a tal punto? Certamente le storie di corruzione di cui traboccano le cronache e i libri di storia hanno avuto la loro preponderante influenza in questo successo e sicuramente troveranno il loro – anche minimo – posto in questo lavoro, ma per ora si sappia che la risposta non poteva che coincidere col nostro primitivo oggetto d’interesse: l’omertà. Le dinamiche mafiose sono perennemente avvolte dal segreto e il modo con cui la mafia si protegge è proprio il silenzio. Non si può mai avere una visione d’insieme del fenomeno mafioso poiché esso si manifesta solo attraverso pochi e spesso indecifrabili atti, principal - mente rimane nell’ombra. L’omertà, in quanto modalità della discorsi - vizzazione, non opera un ostacolamento della comprensione dei mes - saggi della mafia da parte degli esterni servendosi solo del silenzio, ma anche tramite l’utilizzo di codici sconosciuti o incomprensibili per i destinatari, come per esempio l’ironia o l’ambiguità. O, certe volte, ma più nel caso del pentitismo, della menzogna. 2 John Dickie, Ivi., pag. 324. 4
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L'omertà come strategia discorsiva del fenomeno mafioso e analisi del "mafioso mediatico"

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Romano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Paolo Peverini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

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semiotica
mafia
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