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I Partnership Frameworks dell'Alleanza Atlantica: Istituzionalismo e Neorealismo a confronto

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5 composizione o abbandonata, nel momento in cui l’obiettivo, sempre legato al benessere della nazione, viene raggiunto, o trasformato anch’esso. Nella storia più recente, il modello di alleanza militare per eccellenza è rappresentato dalla NATO, un patto aggregativo di potenza fra stati appartenenti ad una certa tradizione politica e culturale, gli Stati Uniti e gli altri vincitori europei della Seconda Guerra Mondiale, che decisero, nei primi anni Cinquanta del Novecento, di unirsi per difendere l’integrità del proprio territorio dallo straordinario accrescimento di potere di un altro soggetto dell’ordine internazionale, l’Unione Sovietica. Oltre ad essere un mezzo militare, il più “equipaggiato” nella storia, essa ha costituito fin da subito un espediente politico speciale, attraverso il quale i suoi Membri, i paesi dell’area euro-atlantica, risultavano legati reciprocamente da una serie di vincoli, interessi e responsabilità intrecciati fra loro, e che scaturì in poco tempo in una forma istituzionale progressiva, a partire dai suoi caratteri originari. Ed è esattamente il processo di istituzionalizzazione graduale, accelerato soprattutto dal 1989 in poi, ad avere scatenato un confronto letterario serrato sulle sorti dell’Alleanza Atlantica e sul ruolo generale delle organizzazioni internazionali stesse, che caratterizza ancora oggi gran parte dei contributi teorici delle relazioni internazionali, in particolare a causa della continua presenza ed influenza della NATO nella politica contemporanea. Si tratta indubbiamente di una tipologia di alleanza militare inconsueta, specialmente per il costante intreccio fra i diversi aspetti descritti precedentemente, in una forma organizzativa e burocratica molto complessa e ormai difficile da sciogliere: la competizione, la cooperazione, l’interesse, la gestione e il controllo si sovrappongono fra loro e caratterizzano i meccanismi alla base del suo funzionamento. Inoltre, una parte aggiuntiva e peculiare della sua evoluzione, avviata negli ultimi vent’anni della sua esistenza, contribuisce a conferirle un carattere così “atipico”: la formazione di una serie di “micro-alleanze”, di rapporti bilaterali formalizzati in strutture specifiche, con paesi ben al di fuori dei suoi originari “confini geografici” e in via di continua espansione: i Partnership Frameworks. L’architettura delle Partnerships, in un primo momento finalizzata a preparare una base formale e collaborativa in vista delle future fasi di allargamento, si è costruita gradualmente un proprio ruolo all’interno della struttura istituzionale atlantica, includendo sempre più Partners in format regionali specifici, ognuno dei quali è stato orientato a stabilire con essi un rapporto collaborativo essenzialmente pratico e tecnico, in vista di obiettivi di riforma in senso democratico e d’interoperabilità all’interno delle loro istituzioni nazionali. La peculiarità più rilevante di tale assetto è probabilmente costituita dalla crescita progressiva del suo ruolo nella stessa strategia NATO, fino a rappresentare un principio-chiave per la visione generale della nuova sicurezza euro-atlantica nei Concetti Strategici degli ultimi anni. E nello specifico, se da un lato tali frameworks collaborativi sembrerebbero esaltare le variabili migliori del funzionamento delle organizzazioni internazionali, come la condivisione di valori liberali e democratici, la spinta naturale verso la cooperazione fra stati, maggiori benefici e meno rischi per tutti o il mantenimento più facilitato di un ordine pacifico, dall’altro, tuttavia, potrebbero ricondurre ad alcune forme più tradizionali delle relazioni interstatali, in particolare per gli obiettivi che vi potrebbero essere sottesi e che ne giustificherebbero un simile dispendio di risorse. Per quali motivi gli Alleati avrebbero deciso di estendere nel
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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Ronda
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche "Roberto Ruffilli"
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Marco Cesa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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