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I Partnership Frameworks dell'Alleanza Atlantica: Istituzionalismo e Neorealismo a confronto

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10 costruire un vero «ordine liberale occidentale» 8 . Un assetto molto complesso da gestire, ma allo stesso tempo “gestibile” in diversi suoi aspetti, da parte di un solo leader nella fase della propria massima espansione, politica, economica e militare. Nella governance della NATO, infatti, si tendeva ad adattare i principi alla base della propria strategia fondamentalmente a seconda dei cambi alla presidenza e delle conseguenti variazioni nella dottrina di sicurezza statunitense 9 , appunto perché erano gli unici, fra gli Alleati, in grado di affrontare direttamente il nemico sovietico. Bisogna ricordare, tuttavia, che la storia dell’Alleanza Atlantica risulta essere contraddistinta ciclicamente da diversi momenti di crisi e di divisione acuta fra gli interessi strategici degli Alleati, corrispondenti in larga parte ai momenti di massima tensione fra i due avversari della Guerra Fredda, Stati Uniti e Unione Sovietica, i quali non esitarono a confrontarsi sul piano militare, oltre che su quello politico, mantenendo la possibilità estrema e sempre costante dell’utilizzo dell’arma atomica da parte di uno dei due o di entrambi, secondo un vero e proprio “equilibrio del terrore” 10 . A questo punto, occorre sottolineare i punti-chiave del Trattato Atlantico, il simbolo del compromesso formale fra gli Alleati, che permise in primo luogo la formalizzazione della struttura militare integrata negli anni Cinquanta, malgrado appunto le forti tensioni fra le diverse posizioni ed interessi dei Membri sulla strutturazione della propria sicurezza. L’Articolo 3, ad esempio, ha permesso la convergenza delle visioni contrapposte sulle responsabilità alleate in riferimento al funzionamento stesso dell’Alleanza, con gli Stati Uniti legati al concetto di “self-help”, mentre gli Europei a quello di “mutual aid”. La natura “collettiva” della preservazione della sicurezza e dell’integrità del territorio nazionale, invece, trova spazio nel pilastro costitutivo della NATO, l’Articolo 5, attorno al quale ogni sua attività deve convergere ed equipaggiarsi: la difesa reciproca e concordata, con ogni mezzo possibile, incluso quello militare, del territorio dei Membri, in caso di attacco da parte di un attore esterno, o interno, ad essa; quest’articolo ha sancito inoltre la nascita degli organi principali dell’Alleanza, il North Atlantic Council, al livello più alto e con potere decisionale finale, e il Defence Committee. Fondamentale risulta inoltre l’Articolo 9, il quale determina il potere del NAC di creare tutti gli ulteriori comitati e organi necessari per l’implementazione del Trattato, configurandone così un cambiamento open-ended in durata e permanente. L’origine della cosiddetta “Open-door Policy”, invece, si trova enunciata nell’Articolo 10, il quale invita gli Alleati ad aprire le porte della membership ad un qualsiasi altro paese lo desideri e che risulti essere potenzialmente utile in vista dell’obiettivo di difesa dell’area euro-atlantica 11 . 8 Del Pero M. (2011), Libertà e Impero. Gli Stati Uniti e il Mondo, 1776-2011, Bari, Editori Laterza, , pp. 290-292. 9 Successivamente alle prime forme del containment del Presidente Truman, la NATO adottò infatti il “New Look “di Eisenhower, e la relativa strategia di “Massive Retaliation”; l’accettazione dello status-quo bipolare fra i due blocchi avvenne invece con l’utilizzo della “Flexible Response” di Kennedy, e l’avvio della lunga fase di “détente”, dopo il picco di massima pericolosità del conflitto raggiunto con la crisi missilistica di Cuba. La deterrenza proseguì fino all’Amministrazione Reagan, con il quale si passò quasi ad una “seconda Guerra Fredda”, e l’inasprirsi della tensione in molti ambiti. Con l’arrivo di Gorbačëv alla guida del Partito Comunista sovietico, e il conseguente “Reagan reversal”, si concluse invece definitivamente il conflitto bipolare, con il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione dell’URSS nel 1992. Si vedano: Thies W. J. (2009), Why NATO Endures, New York, Cambridge University Press, e Del Pero, op. cit. 10 Thies, op. cit. 11 NATO Official Text: The North Atlantic Treaty, Washington, April 4 th 1949: http://www.nato.int/nato_static/assets/pdf/stock_publications/20120822_nato_treaty_en_light_2009.pdf
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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Ronda
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche "Roberto Ruffilli"
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Marco Cesa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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