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''Y todo era burla y mentira''; la magia di Celestina tra Fernando de Rojas e Feliciano de Silva

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5 Menéndez Pidal fa riferimento alla leggenda spagnola di varie grotte abitate da ninfe misteriose come quella di Elpha, a cui si allude in uno dei passaggi del Poema de Mío Cid 7 . Esistevano le cosiddette “lamias” dei paesi baschi, che rubavano belle paesane, in Castilla si credeva ai nuberos o tempestarii che portavano pioggia per l’irrigazione dei campi. Ricordiamo le classiche leggende spagnole: Las dos estatuas de la Alhambra, che racconta la storia di Sanchica e l’amuleto da ella ritrovato, La leyenda de José María, el trempanillo, il ladro che era capace di spostarsi da un luogo all’altro velocissimamente e che poi diventò collaboratore della giustizia, La piedra negra ecc. In Spagna sorse presto la tradizione della Cueva de Hércules: secondo la leggenda, Ercole costruì questo palazzo incantato nei pressi di Toledo fatto di giada e di marmo, dove occultò le disgrazie che incombevano in Spagna, mise un lucchetto alla porta e così avrebbe fatto ogni nuovo re che fosse salito al trono. Senz’altro la magia era vista con sospetto dal Cristianesimo sin dai tempi dei Padri della Chiesa. Il fenomeno della caccia alle streghe nacque verso la fine del XV secolo e perdurò fino alla fine del XVIII, all’interno dell’Occidente Cristiano. Soprattutto dopo il Medioevo, con l’avvento dell’Umanesimo e del Rinascimento, le streghe ritenute entità diaboliche e pericolose, vennero perseguitate e condannate a morte. Nel 1521 fu istituita l’Inquisizione nel tribunale di Calahorra, comune che si trova nel comunità autonoma di La Rioja: A instancias del tribunal calahorriano serán juzgados sujetos acusados de bigamia, amancebamiento, otros acusados de luteranos, de iluministas, por leer o difundir libros considerados heréticos, etc. 8 Il testo che ha contribuito alle sentenze contro le streghe è il Malleus Maleficarum (Il Martello delle streghe) pubblicato in latino nel 1486, dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di soddisfare l'urgenza di reprimere l'eresia, il paganesimo e la stregoneria in Germania. Esso fu pubblicato due anni dopo la bolla di Innocenzo VIII: Summis desiderantes affectibus. La bolla “consideró la brujería como una herejía perseguible” 9 7 Poema de Mío Cid, vv. 2693-2695. Cit. da Antonio Garrosa Resina, Magia y superstición en la literatura castellana medieval, Valladolid, Biblioteca de Castilla y León, 1987, p. 32. 8 Teresa Cáseda, Jesús Fernando, El renacimiento en Calahorra: Brujas y Inquisición en la primera mitad del siglo XVI, in “Kalakorikos”, 3 (1988), pp. 49-57, cit. p. 51. 9 Ivi, p. 52.
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Informazioni tesi

  Autore: Ornella Nolfe
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Flavia Gherardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

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Parole chiave

magia
celestina
segunda celestina
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