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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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4 Brouillard (1956) di Alain Resnais e Shoah (1986) di Claude Lanzmann. Da questo confronto sono state escluse tutte le produzioni americane, Holocaust compreso, perchè sono state ritenute inadeguate al tema che affrontano, essendo state accusate di aver romanzato un tema come quello della Shoah. La funzione di questo confronto è di vedere e capire se e quali differenze ci sono tra le produzioni DEFA e quelle francesi e infine il motivo alla base di queste possibili diversità. Infine due parole sul titolo: “Costruire l’inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva dei documentari DEFA sull’orrore nazista”. Innanzitutto la scelta del termine “costruire” è stata compiuta nell’intento di mostrare la difficoltà di parlare di un tema come quello delle persecuzioni e dello sterminio nei campi di concentramento. Affrontare l’argomento non significa riuscire a coglierlo nelle sue molteplici sfaccettature, tanto meno riuscire a farlo nella sua interezza. Inoltre trattandosi di un evento che ha avuto un numero di morti nettamente superiore a quello dei sopravvissuti, mancano le testimonianze di tutti coloro che sono stati definitivamente privati della parola. In questa prospettiva il termine “costruire” sembra rendere al meglio la volontà di avvicinarsi gradualmente a questo tema, aggiungendo ogni volta un mattoncino in più al processo di conoscenza del passato. In secondo luogo, il termine “inimmaginabile”, utilizzato da Georges Didi-Huberman, serve a spiegare l’impossibilità, da parte di coloro che non hanno vissuto la tragica esperienza delle deportazioni, di immaginare tutto ciò che succedeva in quelle baracche. Non di meno, non essendoci immagini che mostrano fucilazioni o scene all’interno di una camera gas in funzione, com’è possibile immaginare cosa succedeva e soprattutto cosa si provava in punto di morte? Questo tema legato all’inimmaginabile dei campi di concentramento verrà approfondito nel corso dell’analisi di alcuni documentari. Infine si parla nel titolo di uno “spostamento di prospettiva”, poiché si vedrà che il punto di vista dei registi DEFA non sarà sempre lo stesso, ma a seconda del tempo trascorso dalla fine della guerra e a seconda del clima politico che regnava in DDR, la prospettiva del documentario ha subìto delle variazioni. I cambiamenti più significativi sono due: quello che permette di riportare alla luce la Shoah all’intero dei documentari e quello che permette di mostrare l’orrore del passato in modo completamente differente e senza alcuna implicazione propagandistica.
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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Pauri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Matteo Galli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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Parole chiave

ddr
shoah
documentari
campi di concentramento
defa
nazismo
ebrei
olocausto
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