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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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8 era la DDR, 7 mentre a partire dagli anni sessanta iniziano a volgere l’attenzione anche sulla quotidianità. Come è già stato accennato in precedenza l’immagine di se stessi che viene veicolata attraverso i documentari ha subìto variazioni a seconda dell’epoca e del contesto politico in cui il progetto cinematografico è stato girato. Ciò che invece è rimasta invariata è stata la funzione che questi dovevano avere: “Die DDR sollte mit ihrem Gesellschaftsmodell als Vollstreckerin von historischem Sinn verstanden, entsprechend legitimiert und propagiert werden.” 8 7 Joerg Schweinitz, Hilde Hoffmann, Tobias Ebbrecht, Zur Einleitung – Die Erinnerung an die DDR, der Dokumentarfilm und die Filmgeschichtschreibung in Joerg Schweinitz, Hilde Hoffmann, Tobias Ebbrecht (Hg.), DDR – erinnern, vergessen (2009). Schüren Verlag, Marburg. P.8. A causa del loro scopo quasi esclusivamente propagandistico, la produzione di documentari ha incontrato fin dall’inizio non pochi problemi legati alla censura che così come avveniva all’interno della sfera letteraria, poteva vietare la messa in onda di tutte quelle produzioni che non erano ritenute conformi a quell’immagine, che il regime voleva dare di se stesso oppure pretendeva determinati cambiamenti prima di autorizzarne la diffusione. Un esempio di ciò è rappresentato dal film Erinnern heißt Leben (1987) di R. Berger-Fiedler. Da un documento del Ministerium für Kultur HV-Film Sektor Filmzulassung und Kontrolle emerge che il titolo originario del film non era quello sopra citato ma Weißenseer Friedhof. Il permesso ottenuto nell’agosto del 1987 per la diffusione di questo documentario era vincolato alla decisione presa il 30 luglio 1987 in merito al titolo con cui il documentario sarebbe dovuto essere proiettato. Ogni produttore era tenuto sotto stretto controllo, nonché pesantemente influenzato durante la realizzazione del documentario. I numerosi veti posti dalla censura diminuiscono in parte solo nel corso degli anni sessanta, con l’avvento della televisione come mezzo di divulgazione primario. I programmi televisivi erano seguiti da un numero di telespettatori nettamente superiore a quello dei film proiettati nei cinema. Pertanto il partito identifica la televisione come il canale primario per influenzare la massa. Affinché il messaggio che veniva trasmesso attraverso gli spettacoli televisivi potesse offrire un’immagine della DDR e della sua politica alquanto positiva, le produzioni erano pesantemente influenzate e rigidamente controllate. Siccome i documentari venivano proiettati soprattutto al cinema piuttosto che in televisione, la censura si dimostra più indulgente 8 Ibid., p.10.
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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Pauri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Matteo Galli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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