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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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9 nei loro confronti, in quanto a partire da questo decennio l’attenzione degli organi di censura si focalizza quasi esclusivamente sui programmi per la messa in onda televisiva. Come accadde in campo letterario, anche l’ambiente cinematografico fu privato, almeno inizialmente, di tutte quelle produzioni che avrebbero mirato alla cosiddetta Vergangenheitsbewältigung, in altre parole alla rielaborazione del recente passato tedesco. Il regime socialista voleva evitare qualsiasi punto di contatto e di continuità con le atrocità compiute durante gli anni del nazionalsocialismo, privando il popolo della neo-fondata repubblica di un confronto con esse. Pertanto letteratura e cinematografia dovevano volgere lo sguardo al futuro senza voltarsi più indietro a guardare il passato, ricercando la loro nuova identità esclusivamente nel presente e nelle “Verheißungen des Morgens.” 9 9 Kerstin Stutterheim, Das Alte und das Neue: Nonfiktionaler Film der frühen Defa, in Joerg Schweinitz, Hilde Hoffmann, Tobias Ebbrecht (a cura di), DDR – erinnern, vergessen (2009). Schüren Verlag, Marburg. P.110. A causa di questa politica portata avanti dagli esponenti politici della SED, nel corso degli anni quaranta è stato prodotto un unico documentario incentrato sulla Shoah, Todeslager Sachsenhausen (1946). Se la letteratura dovrà attendere fino al 1969 prima di assistere alla pubblicazione di un romanzo – Jakob der Lügner di Jurek Becker - che ponga al centro della narrazione il tema della Shoah, per quanto riguarda i documentari, dovranno passare ben tredici anni prima che questo tema sia nuovamente affrontato in un documentario. Nel 1959 viene girato da Rolf Schnabel e Wolfgang Landvogt Mahnung für alle Zeiten, nel quale una voce fuori campo racconta la storia del campo di concentramento di Buchenwald. Emblematica è la scena finale in cui i nuovi capi di stato tengono un lungo discorso interamente volto a mostrare il futuro del nuovo stato, senza accennare minimamente alla memoria del passato. Se da un lato il tema della Shoah doveva essere allontanato dagli occhi del popolo, doveva essere invece affrontato il tema dell’antifascismo e del passato nazionalsocialista. Il motivo di questa necessità va ricercato nell’ideologia che sta alla base della fondazione del nuovo stato socialista, cioè della costruzione della propria immagine di stato antifascista. Affinché ciò fosse possibile, il popolo doveva avere ben chiare quali fossero state le circostanze che avessero condotto alla nascita di una politica spietata come quella del nazionalsocialismo, in modo da evitare che avvenimenti simili potessero ripetersi nel nuovo stato. Pertanto negli anni cinquanta oltre ai numerosi film
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Costruire l'inimmaginabile: lo spostamento della prospettiva nei documentari DEFA sull'orrore nazista

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Pauri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Matteo Galli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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Parole chiave

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