Diritti umani e biopotere. Riflessioni in margine ad una filosofia della catastrofe

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può venire sospeso in nome della forza della decisione sovrana che può anche ridurre l’individuo ad una sorta di “non-uomo” in quanto spogliato di tutti i suoi diritti. Il potere dunque è sempre più capace di determinare vite che non sono più tali: vite inumane, poiché spogliate di ogni diritto e lasciate vivere solo come nude esistenze. Si tratta di un potere della vita capace di spingere l’uomo nella sfera della morte attraverso guerre e stermini. La realtà dei totalitarismi rappresenta il primo chiaro esempio storico di governo delle vite mediante la formazione di spazi di eccezione chiamati “campi di concentramento”. I campi rappresentano un mondo sociale di secondo grado in cui gli individui vengono svuotati, in cui le personalità vengono annientate mediante l'uccisione dell'uomo del quale rimane solamente la sua nuda vita, privata di ogni carattere di umanità. L’indagine non si ferma solo ad un periodo storico di stermini di massa: può estendersi anche ai giorni nostri, fino a riscontrare pratiche di disumanizzazione e violazione dei principi fondamentali dell’uomo, come ad esempio i Centri di Permanenza Temporaneo (CPT) o il caso dei detenuti di Guantanamo. Uno dei caratteri fondamentali della biopolitica moderna è la sua necessità di ridefinire continuamente nella vita ciò che sta dentro da ciò che sta fuori. Solo questo legame fra i diritti dell'uomo e la nuova determinazione biopolitica della sovranità permette di intendere correttamente l'importanza storica che le dichiarazioni dei diritti assumono e sviluppano nel nostro secolo. Nell'era della globalizzazione sorge la necessità di tutelare tutta una sfera di altri diritti che nel 1948 non potevano essere presi in considerazione nel novero dei diritti umani. Inoltre oggi è sempre più frequente il dibattito sull’effettivo riconoscimento dei diritti umani alla luce delle grandi violazioni, delle immani catastrofi e del paradosso che contengono al loro interno. I diritti umani, così come recita la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, devono tutelare le libertà fondamentali dell’individuo e garantire la pacifica convivenza, ma, attraverso l’intervento umanitario vediamo la chiara violazione dei principi fondamentali come il divieto dell'uso della forza e il principio di non ingerenza. La comunità internazionale si mostra alquanto incapace di far rispettare tali diritti attraverso le vie ordinarie, decidendo invece di utilizzare sempre più mezzi coercitivi. 3

Anteprima della Tesi di Wendy Denise Lenarduzzi

Anteprima della tesi: Diritti umani e biopotere. Riflessioni in margine ad una filosofia della catastrofe, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Wendy Denise Lenarduzzi Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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