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La teoria dell'identità dialogica e il tifoso calcistico: analisi delle produzioni discorsive dei tifosi dell'Atalanta.

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9 una contraddizione in senso narrativo” 10 . I concetti e i costrutti divengono “discorsi” che possono essere utilizzati come strumenti di conoscenza, e ciò implica la necessità di spostare l’attenzione dalla dimensione di contenuto, ai processi di costruzione. Se vogliamo trasporre questo paradigma in psicologia, definendo e assumendo la realtà come generata dai discorsi, e ponendo dunque che non esista realtà al di fuori del potere generativo dell’atto discorsivo stesso, è comprensibile che anche i costrutti di “persona”, “normalità”, “malattia mentale” non si costituiscano come dato, o fattualità, ma come processo discorsivo. Essi divengono “discorsi” coerenti che possono essere utilizzati come strumenti di conoscenza, e ciò racchiude la necessità di spostare (scarto di paradigma) l’attenzione dalla dimensione di contenuto, che alberga nel paradigma meccanicistico, ai processi di costruzione di normalità e devianza, che diventano costrutti e produzioni discorsive che generano la realtà così definita. Gli assunti 11 paradigmatici su cui tale Paradigma si fonda sono: -il discorso, ossia l’enunciato che si articola in frasi concatenate; è una trattazione ordinata e diffusa intorno ad un argomento, effettuata ‘a voce’ o per iscritto; -la coerenza narrativa, cioè la “proprietà dei discorsi a mantenere congruenza e uniformità in modo tale che non sia possibile generare una contraddizione”; i discorsi che si generano sono intrinsecamente coerenti tra loro, per cui la narrazione si dipana in maniera coerente e tutti i discorsi sono prodotti per mantenere tale coerenza; -il repertorio discorsivo 12 , definito come: “modalità finita di costruzione della realtà, 10 Ibidem, pag.43. 11 Turchi G. P.,(2009), "Dati senza numeri", Monduzzi Editore. 12 I repertori discorsivi possono essere suddivisi in tre classi: generativi, di mantenimento, a carattere ibrido. Ogni singolo repertorio discorsivo appartiene ad una di queste tre classi a seconda della capacità della regola d’uso di innescare un impatto trasformativo rispetto alle configurazioni discorsive in corso di generazione nel processo dialogico. La classe dei repertori discorsivi generativi raggruppa quelle regole d’uso del linguaggio ordinario che consentono di produrre uno spostamento verso configurazioni discorsive “altre” da quelle che si sono già rese disponibili nel processo dialogico; per riuscire a produrre uno spostamento verso configurazioni discorsive “altre”, questi repertori discorsivi si caratterizzano per una coerenza narrativa che apporta variabilità al processo dialogico in corso di generazione. La classe dei repertori discorsivi di mantenimento raggruppa quelle regole d’uso del linguaggio ordinario che non consentono di produrre uno spostamento verso configurazioni discorsive “altre” da quelle che si sono già rese disponibili nel processo dialogico, bensì, consentono di mantenere “uguale a sé stessa” la configurazione discorsiva; per riuscire a non produrre uno spostamento verso configurazioni discorsive “altre”, questi repertori discorsivi si caratterizzano per una coerenza narrativa che apporta stabilità al processo dialogico in corso di generazione. La classe dei repertori discorsivi a carattere ibrido raggruppa quelle regole d’uso del linguaggio ordinario che possono assumere sia una valenza di mantenimento che generativa in quanto, la coerenza narrativa di tali repertori discorsivi, non apportando né la certezza della generazione di
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Informazioni tesi

  Autore: Michela Escobar Meneses
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinico-Dinamica
  Relatore: Gian Piero Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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