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La comunicazione museale nel recupero dell'identità migratoria. Il museo Galata di Genova.

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6 Le motivazioni che sono alla base di questa emigrazione di massa sono per lo più di natura economica e coinvolgono in modo significativo il mondo agricolo e quindi quello dei contadini, grande “serbatoio” di emigranti. Da sempre questo settore è stato caratterizzato da migrazioni che portavano i contadini, per lo più uomini, a spostarsi nei periodi invernali ed estivi. Si trattava di una migrazione interna e soprattutto temporanea, ma comunque di fondamentale importanza perché è stata proprio questa predisposizione allo spostamento che ha indotto poi, in un momento successivo molto difficile, a valutare l’alternativa “Merica”. Già nel periodo seguente l’Unità l’Italia, versa, infatti, in una situazione economicamente complessa, aggravata ulteriormente, tra il 1873 e il 1879, da una depressione agricola che attraversa l’Europa intera. I prezzi di alcuni prodotti italiani, in particolare il grano, crollano vertiginosamente a causa della forte concorrenza proveniente dall’America, la quale riesce a tener testa alla produzione italiana grazie al notevole sviluppo dei trasporti con la comparsa delle navi a vapore, attraverso le quali diventa possibile trasferire grandi quantità di merci in poco tempo e a un costo contenuto. 5 A ciò va aggiunto: lo sviluppo del settore industriale il quale contribuisce a far retrocedere ancora di più quello agricolo, ma che al tempo stesso si dimostra del tutto incapace di assorbire la grande quantità di manodopera presente; l’esponenziale crescita demografica (basti pensare che la popolazione italiana passa da meno di 18 milioni nel 1801 a circa 32 milioni esattamente nel giro di cento anni) 6 . Vi è quindi una pluralità di fattori che contribuisce congiuntamente a rendere la situazione economica molto delicata e spinge a prendere una decisione drastica. Non vi sono molte alternative, infatti, come afferma lo stesso Francesco Saverio Nitti “O emigranti o briganti”. 7 Nella prima fase i protagonisti dell’emigrazione sono per lo più uomini giovani, che partono soli; durante la seconda fase si assiste ad un aumento della percentuale di donne che lasciano il paese, ma si tratta per lo più di ricongiungimenti familiari, cioè di donne 5 AA. VV., Storia dell'emigrazione italiana. Partenze, a cura di Bevilacqua P., De Clementi A., Franzina E., Donzelli Editore, Roma, 2001, p. 103 6 Ibidem, p. 102 7 Celebre frase pronunciata da Nitti e contenuta in L’emigrazione italiana e i suoi avversari” saggio scritto dall’autore attorno ai vent’anni.
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La comunicazione museale nel recupero dell'identità migratoria. Il museo Galata di Genova.

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Sangalli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Comunicazione interculturale per la cooperazione e l'impresa
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Emanuela Casti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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Parole chiave

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emigrazione
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