Tradurre linguaggi senza tradire culture

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- 6 - INTRODUZIONE Divenuto ormai uno dei pilastri dell’economia mondiale, il turismo costituisce un fenomeno assai vasto e complesso che abbraccia svariati settori e figure professionali e che coinvolge nel suo studio un’ampia gamma di ambiti disciplinari. Definito dall’Organizzazione Mondiale del Turismo come un’attività praticata da chi si sposta dal luogo dove vive e lavora abitualmente ad una località diversa per almeno una notte e per non più di un anno, il turismo rappresenta per l’individuo una possibile alternativa di impiego del tempo libero, di distrazione e di svago dalla routine quotidiana, di miglioramento della propria salute psicofisica, di arricchimento del proprio bagaglio culturale. Ampiamente studiato in chiave economica, sociologica, antropologica e psicologica, tale fenomeno ha registrato per lungo tempo un numero esiguo di riflessioni linguistiche sistematiche, probabilmente a causa della sua “sfuggente fisionomia”, trattandosi di un settore che ha costruito il suo linguaggio rielaborando apporti da discipline diverse come la geografia, la storia dell’arte, l’economia ecc. Convertitosi, a partire dagli anni Novanta, in motore della macchina turistica, il linguaggio del turismo viene ormai concepito come una sfera linguistica a sé, o meglio come uno dei tanti linguaggi specialistici che, pur mescolando insieme elementi tematici provenienti da ambiti diversi, organizza il suo discorso secondo scelte lessicali, strutture morfosintattiche e schemi testuali specifici.

Anteprima della Tesi di Teresa Grasso

Anteprima della tesi: Tradurre linguaggi senza tradire culture, Pagina 2

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Teresa Grasso Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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