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Storia e Archeologia del territorio Mantovano tra VII e XI secolo

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4 Scrive Vito Fumagalli che “a metà del secolo XI nella bassa pianura mediopadana riscontriamo una diffusa presenza di chiese e monasteri che stupisce, dato l’aspetto selvaggio che gran parte di tale zona ancora offriva: vaste foreste, boschi, paludi, stagni, corsi d’acqua numerosi e dal corso irregolare. [Nel territorio compreso tra la Via Emilia, San Benedetto di Polirone e la confluenza del fiume Oglio nel Po] le chiese e i monasteri ivi sparsi erano almeno 55 4 ”. Cinquantacinque tra cappelle monasteri e pievi non erano certo pochi in una landa di bassa pianura, dove la colonizzazione si attuò a fondo solo nel secolo successivo. In effetti in epoca carolingia, nei paesi, come l’Italia, in cui il cristianesimo si era diffuso sin dai primi secoli, una fitta rete di chiese copriva le campagne con un incremento che si manifestò all’indomani del passaggio degli Ungari, che segnò la distruzione di pievi, abbazie, archivi. Alla fine del primo millennio, in una situazione di forte instabilità e di crisi del potere imperiale, si produsse un rafforzamento del potere politico dei vescovi, cui si riconobbe pubblicamente il ruolo di defensores civitatis. Nei secoli X e XI anche il contado della diocesi di Mantova era costellato di chiese il cui territorio di giurisdizione prendeva il nome di parochia. Il quadro delle chiese rurali nell’Europa cristianizzata di questo periodo, compreso per l’appunto il territorio Mantovano, si presentava nei seguenti termini: a) Sovente la parochia corrispondeva alla villa: le fonti parlano di “villa cum sua ecclesia”. Nel secolo XI il quadro ecclesiastico della parrocchia tendeva sempre piø a sostituirsi al quadro dominicale della villa: in molti paesi le parrocchie cominciarono a servire di base a comunità abitate e quindi alla formazione di villaggi; b) Ogni chiesa parrocchiale era diretta da un prete che a quel tempo non aveva ancora una precisa denominazione: poteva essere presbyter o rector o altro termine analogo. Egli aveva la “cura animarum” della sua parrocchia e perciò, in epoca pastorale, prenderà pure il nome di curatus; 4 V. FUMAGALLI, Uomini e paesaggi medievali, Bologna, Il Mulino, 1989, p.93.
Anteprima della tesi: Storia e Archeologia del territorio Mantovano tra VII e XI secolo, Pagina 9

Indice dalla tesi:

Storia e Archeologia del territorio Mantovano tra VII e XI secolo

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Ballarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Mauro Librenti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

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medioevo
archeologia
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