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Disoccupazione e crisi del mercato del lavoro: il problema italiano

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13 normale per i proletari e la disoccupazione un incidente rispetto a questa condizione. “Si tratta della disoccupazione prevalente studiata dai sociologi” 7 . 3) La disoccupazione di soggetti che non sono mai stati operai e con poche possibilità di entrare in quella fascia lavorativa, ma con un’occupazione stabile e garantita. Si tratta della disoccupazione giovanile diffusa oggi in tutte le società capitalistiche, comprendendo anche il nostro Paese, per effetto del calo strutturale della domanda di lavoro industriale, e in generale della domanda di lavoro per occupazioni definite stabili. La forma di disoccupazione che prevale oggi è la terza: continua ad esistere la forma tradizionale di disoccupazione riferita al settore dell’industria, ma quella che caratterizza il modello di disoccupazione attuale è la disoccupazione dei giovani precari e di chi non è stato e non sarà mai operaio. Oggi, a differenza del modello di disoccupazione tradizionale, mancano esperienze lavorative precedenti e prospettive di collocazione futura. L’aspetto prevalente è l’aumento della precarietà che identifica la figura dei disoccupati come soggetti con esperienza solo nell’ambito scolastico o formata da occupazioni occasionali e informali e non da una precedente occupazione lavorativa stabile. 1.4 LA TERZA FORMA DELLA DISOCCUPAZIONE: I NUOVI POVERI “La disoccupazione è grave ora come era grave prima. E’ invece cambiata la situazione generale e di conseguenza la composizione e la struttura della disoccupazione” 8 . Nasce un nuovo tipo di disoccupazione: la disoccupazione dei giovani in condizioni di precarietà, mentre continua a perdurare con gravità il modello di disoccupazione tradizionale. Questo modello era già presente in passato, specialmente negli anni trenta, ma l’elemento di novità consiste nel fatto che la difficoltà dei giovani ad entrare nel mercato del lavoro è diventata strutturale. E’ proprio questa infatti la terza forma di disoccupazione, quella di coloro che non avranno un tipo d’identità lavorativa forte che gli permetta di conquistarsi una stabilità occupazionale (come contrariamente accadeva nella vecchia classe operaia) e che avranno poche opportunità di uscire dalla precarietà. La forma precedente di disoccupazione rappresenta un 7 Ibidem, p.133 8 Pugliese E., Sociologia della disoccupazione, Bologna, Il Mulino, 1993, p. 40
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Disoccupazione e crisi del mercato del lavoro: il problema italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Riboldazzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'amministrazione e consulenza del lavoro
  Relatore: Domenico Carbone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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Parole chiave

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disoccupazione
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disoccupazione giovanile
disoccupazione femminile
disoccupazione moderna
regime subprotettivo
segmentazione nel mercato del lavoro italiano
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