Disabilità e Integrazione Socio-Lavorativa - Analisi della Rappresentazione del Cliente negli Operatori di un Centro di Riabilitazione per Persone con Disabilità Visiva

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e i diritti delle persone handicappate. Questo fenomeno tocca circa il 15% della popolazione europea, pari a circa 50 milioni di persone. In Italia i disabili visivi sono poco meno di due milioni, che l’UIC 1 stima a trecentomila ciechi e un milione e mezzo di ipovedenti gravi, che rappresentano circa il 3% della popolazione 2 . Dai dati ISTAT risulta che solo il 20% degli adulti è occupata o in cerca di lavoro, contro il 75% delle persone senza disabilità, e questo comporta un basso tasso di occupazione per questa categoria, nonostante questi – ciechi e ipovedenti - abbiano una maggiore facilità di inserimento rispetto ad altri tipi di disabilità. Vogliamo, allora, tentare di fornire delle coordinate economiche del fenomeno fin qui delineato, consapevoli dell’imprecisione e ipoteticità di quanto proposto. Il fenomeno della disoccupazione dei portatori di disabilità visiva incide per il costo delle pensioni di invalidità per circa 9 miliardi di euro l’anno. Inoltre a questa cifra si deve sommare il costo per la mancata produzione di beni che l’attività lavorativa comporta, che si può stimare ipoteticamente a circa 25 mila euro lorde a persona, per un totale di 36 miliardi di euro l’anno. Indubbiamente se si considera solo il costo delle pensioni di invalidità il problema disabilità visiva incide per lo 0.6% sul PIL (stimato a 1500 miliardi di euro nel 2006), ma se consideriamo anche un’ ipotetica perdita di reddito per il mancato inserimento nel ciclo produttivo della popolazione attiva il valore sale al 3%, vale a dire cinque volte tanto. Tra i molteplici strumenti che favoriscono l’integrazione delle persone disabili vi è il processo di riabilitazione, che ha come obiettivo di fornire “gli strumenti necessari all’indipendenza e all’autodeterminazione” . I quali dovrebbero consentire il raggiungimento ed il mantenimento di “uno stato ottimale a livello fisico, sensoriale, intellettuale, psicologico e sociale” per favorire l’integrazione sociale delle persone disabili. In questa logica l’inserimento socio-lavorativo dei disabili viene considerato, un elemento importante per l’economia di un paese e con esso il processo riabilitativo, che fornisce gli strumenti per la sua attuazione, come messo in evidenza dall’OMS, dall’ONU, dall’Unione Europea e dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Il medesimo processo di riabilitazione, peraltro, risulta un elemento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita, poiché fornisce quegli strumenti, che consentono alla persona disabile e alla sua famiglia di adattarsi in modo più 1 Unione Italiana Ciechi 2 I dati dell’ISTAT non coincidono né con le stime europee né con quelle dell’UIC. Esse valutano che l’intera popolazione disabile in Italia sia di circa tre milioni di persone, vale a dire meno del 5% della popolazione. Riteniamo che questa cospicua discordanza tra i dati sia dovuta al metodo e alle fonti usate per il rilevamento. 8

Anteprima della Tesi di Francesca Greco

Anteprima della tesi: Disabilità e Integrazione Socio-Lavorativa -  Analisi della Rappresentazione del Cliente negli Operatori di un Centro di Riabilitazione per Persone con Disabilità Visiva, Pagina 3

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Greco Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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