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La stampa durante la dittatura fascista

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6 permettiamo il lusso di essere aristocratici e democratici; conservatori e progressisti; reazionari e rivoluzionari, legalitari e illegalitari, a seconda delle circostanze di tempo, luogo e ambiente” 2 . I fascisti individuarono nei combattenti la propria base naturale; dichiaravano guerra ai neutralisti e rivendicavano la propria sfiducia verso il passato rivendicando la repubblica. Quasi subito Mussolini mise in piena luce quale fosse l’obiettivo principale della loro azione. Il 15 aprile del 1919 a Milano, una colonna di fascisti incendiò la sede dell’”Avanti!”. Lo stesso Duce si assunse subito “tutta la responsabilità dell’impresa”. Gli anni ’19-‘20 furono caratterizzati da un clima di forte tensione ovunque con scioperi e occupazioni di fabbriche. Si crearono, soprattutto a Torino, i Consigli di fabbrica e l’industriali dettero vita alla Confederazione generale dell’industria. In seguito al rifiuto da parte degli industriali di aumenti salariali, a metallurgici, il loro sindacato proclamò l’ostruzionismo, cioè il rallentamento della produzione. Ne seguì l’occupazione delle fabbriche sia a Torino che a Milano e da qui in molte altre zone dell’Italia. Il PSI, quando i dirigenti dei sindacati e del partito si riunirono a Milano, non se la sentì di diventare guida di una rivoluzione, Giolitti non represse l’occupazione delle fabbriche con i militari temendo che essa diventasse un’insurrezione politica. Egli favorì piuttosto l’azione dei sindacati riformisti e, pur trovandosi in disaccordo con gli industriali, operò per un accordo sulla base di un progetto di “controllo operaio sulle aziende” 3 , che ebbe come risultato la fine dell’occupazione. La situazione politica generale divenne sempre più difficile anche perché all’interno del PSI si generò un forte contrasto tra l’estrema sinistra che giudicò i massimalisti incapaci di attuare un’azione concreta. La borghesia vide nel comportamento di Giolitti la debolezza del liberalismo. Così la grande industria “incominciò a vedere nei fascisti un utile strumento da contrapporre al movimento operaio; e prese a finanziarli in modo consistente” 4 . Nel gennaio del 1921 dalla scissione dell’ala di estrema sinistra del PSI, riunita in congresso a Livorno, nacque ilo Partito Comunista. I comunisti intendevano assumere una direzione 2 Massimo L. Salvadori, L’età contemporanea, Torino 1990, Loescher Editore, p. 353. 3 Ivi, p. 356. 4 Ibidem.
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La stampa durante la dittatura fascista

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Campopiano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Informatica Umanistica
  Corso: Lettere
  Relatore: MarcoGasperetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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