La stampa durante la dittatura fascista

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7 rivoluzionaria, ma la loro influenza sul proletariato non fu così forte come quella del PSI. La crisi economica in questi primi mesi dell’anno era veramente forte, ma la paura della disoccupazione fece sì che gli scioperi diminuissero. Gli industriali, delusi dall’agire di Matteotti, guardavano con simpatia a Mussolini che aveva sottolineato il valore “insostituibile del capitalismo” 5 . I governi liberali che si succedettero apparvero sempre molto deboli. Giolitti, tornato al governo dal giugno del 1920 a luglio dell’anno successivo, non era riuscito a ripetere la politica attuata nei primi anni del Novecento nella quale aveva svolto il ruolo di mediatore tra le forze politiche. Il nuovo corso che sperava di poter attuare era così fallito. Il fascismo cominciò dunque a prendere quota anche perché la grande industria vide nei fascisti un utile strumento da contrapporre agli operai. In quel tempo la fiducia nel governo Giolitti andava via via scemando visto il cauto atteggiamento che Giolitti aveva avuto nell’occasione. Fu soprattutto nelle campagne che il fascismo si sviluppò e prese quota fra la fine del ’20 e l’inizio del ’21. Qui i “ras” fascisti aggredivano i socialisti e i sindacalisti e commettevano ogni sorta di violenza contro il movimento operaio. In tutta l’Italia centro-settentrionale le “squadre fasciste”, formate per lo più da giovani borghesi, prendevano d’assalto le sedi dei sindacati e del PSI. Mussolini si stava rendendo conto che il movimento operaio stava perdendo quota così come la fiducia in Giolitti da parte del governo. Giolitti sciolse le camere e indisse nuove elezioni: il risultato fu l’accettazione del fascismo. Mussolini entrò per la prima volta al Parlamento come uno dei 135 deputati fascisti eletti nei “blocchi nazionali” 6 (liste di coalizione in cui i gruppi costituzionali si uniscono per impedire una nuova affermazione dei partiti di massa). Al Congresso di Roma, nel novembre del 1921, il movimento fascista forte ormai di oltre 300.000 iscritti, si trasformò in Partito Nazionale Fascista; una volta assicuratosi il controllo della piazza e sbaragliato il movimento operaio, il fascismo si pose il problema della conquista dello Stato. Cominciò così a prendere corpo il progetto di una marcia su Roma cioè una mobilitazione generale di tutte le forze fasciste con obiettivo la conquista del potere centrale. Il progetto fu approvato 5 Massimo L. Salvadori, L’età contemporanea, p. 357. 6 A.Giardina, G.Sabbatucci, V.Vidotto Manuale di storia Vol. 3 L’età contemporanea, p. 534.

Anteprima della Tesi di Riccardo Campopiano

Anteprima della tesi: La stampa durante la dittatura fascista, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Informatica Umanistica

Autore: Riccardo Campopiano Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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